TERMOLI _ Solo tre anni addietro,nel pieno di una vera e propria tempesta giustizialista,veniva rinnovato il consiglio comunale ed eletto l’attuale Sindaco. Ho vissuto quella esperienza in prima linea da candidato, scegliendo il confronto anziche’ lo scontro, perche’ ritenevo e ritengo che questa Citta’ abbia bisogno di dialogo, di serenita’, di capacita’ di raccordo con le categorie, di progettualita’, di condivisione e non di risse. Certamente il clima di tre anni fa, la voglia (irrazionale) di cambiare tutto e subito, la rabbiosa reazione di una vasta parte dell’elettorato moderato, ha inciso sul risultato delle urne che -legittimamente- ha visto, per la seconda volta nella storia post bellica , prevalere il centro sinistra.
A distanza di tre anni o poco piu’ dobbiamo pero’ constatare che si e’ persa una occasione; che questa Citta’ e’ stata tradita proprio dal gruppo dirigente che si era scelto; che ai peana, ai canti della vittoria si e’ sostituito lo sconforto, la rassegnazione, la delusione.

Seguire i TG nazionali e vedere Termoli segnata da un bollino nero, inserita tra le prime tre realta’ italiane segnalate per la insensibilita’ degli amministratori e per l’attentato alle bellezze paesaggistiche e storiche, crea decisamente un senso di sconforto, quasi di pena. Sarebbe oltremodo facile associare il mio disappunto a quello gia’ espresso da tanti altri, addirittura anche da chi, goffamente, ha tentato una qualche “giustificazione” dell’operato di questa amministrazione. Cio’ che invece mi ha preoccupato e che francamente mi indigna come cittadino ancor prima che come amministratore, e’ la rabbiosa reazione del Sindaco che, da una parte, ha attaccato Legambiente, rea – a suo giudizio -di avere segnalato un fatto oggettivamente deturpante, dall’altra di avere tentato di sollevarsi dalle sue responsabilita’ seguendo la facile strada dello scarica barile.

E’ questo atteggiamento vigliacco, che offende le intelligenze ancor piu’ dei box collocati a ridosso delle mura del borgo e che da il senso di uno stato di generalizzato degrado non solo ambientale, ma anche culturale. Credo che questa Citta’, senza alzare barricate, possa e debba dare un segnale di vitalita’ a questo Sindaco che si e’ messo a capo ( come “Giovanna, la nonna del Corsaro Nero”) di una ciurma di bizzarri personaggi, che gestisce a suo piacimento secondo i suoi desiderata. Perche’ Termoli ha ancora un’anima; e’ viva e vitale; vuole risorgere, esistere e guadagnare la ribalta nazionale ed europea per le sue bellezze, le sue potenzialita’, le sue intelligenze, la sua storia e non per le bandiere nere, vessillo del fallimento di questa scialba amministrazione. Ritengo pero’ che questa realta’, al punto in cui si trova, non possa fare a meno di nessuno. Deve utilizzare tutte le sue energie, le donne e gli uomini migliori.

Sottoscrivere un “patto per la Citta’” da subito, nella consapevolezza che tutti sono utili e nessuno e’ indispensabile. Un patto che sappia superare le logiche di parte. Un patto che veda la partecipazione attiva delle associazioni, del volontariato, delle categorie produttive. Un patto da stringere su regole chiare, certe e condivise per l’unico obiettivo che e’ quello di risollevare questa Comunita’ dalle sabbie mobili in cui e’ sprofondata. E per fare tutto cio e’ necessario come si dice “gettare il cuore oltre l’ostacolo”. C’e’ tanta gente onesta disposta a farlo. Non raccogliere questa disponibilita’ costituirebbe un delitto. Non macchiamoci anche di questo. 

avv.Oreste Campopiano
 Consigliere comunale N.PSI- PDL