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Storica band italiana nata nel lontano 1965 e che ancor oggi riesce ad emozionare con le loro canzoni che hanno accompagnato gran parte della vita dei 50 enni.
L’isola di Wight, Io mi fermo qui, il primo giorno di primavera,senza luce, viaggio di un poeta ed è stata subito una serata magica. Pietro Montalbetti, per gli amici Pietruccio, Giancarlo Sbriciolo (Lallo), Erminio Salvaderi (Pepe), accompagnati da Marco alle tastiere e Giulio alla batteria, hanno ripercorso la loro storia e di conseguenza , la nostra, con una tale grinta da rendere la serata un trionfo ed un rielaborare le emozioni ed i momenti della vita di ciascun ospite ,suscitando un pizzico di amarezza per gli anni passati e che non torneranno più.
Una platea decisamente importante per una serata che ha regalato, oltre che al buon cibo Molisano, una dose di sensazioni vere e di sincera emozione alle note dei successi e del revival dell’indimenticato Battisti. Che il vino vecchio sia buono è notorio e, grazie ai Dik Dik, la serata ha avuto quella giusta empatia che ha suscitato una curiosa ed armonica simbiosi tra il territorio e la musica stessa. Il bello sposa il bello.
L’impasto delle voci, la melodia trascinante e le soluzioni musicali, ha da subito infiammato la sala alle note di Sognando California sino al finale travolgente e significativamente a luci spente “Senza Luce“. E poi, come per auspicio ad una regione che merita sicuramente di più e mai così attuale “ Help me ! “.
Presto un nuovo album anticipato da un disco in vinile ed un ritorno per Pietruccio come scrittore e testimonial dell’avventura a cavallo sui sentieri da Milano a Roma sino ad Altilia.