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TERMOLI _ In risposta agli articoli comparsi sui quotidiani del 9 c.m. circa la presunta discriminazione che il Gruppo Casillo avrebbe posto in essere nei confronti di n. 4 ex lavoratori, si precisa quanto segue:
1. con il verbale del 18 luglio 2008, in sede istituzionale presso la Regione Molise, veniva chiusa la procedura di mobilità della Semolifici di Termoli e specificamente dello stabilimento di Via Corsica;
2. con la sottoscrizione di tale verbale di accordo, la Semolifici di Termoli, oltre a riconoscere un sostegno economico ai lavoratori durante il periodo di mobilità, si obbligava a ricollocarli tutti nelle nuove iniziative economiche che il gruppo, in prima persona o attraverso soggetti terzi, avrebbe intrapreso nel sito; 3. in aggiunta, la Semolifici di Termoli riconosceva ai predetti lavoratori la possibilità di una ricollocazione temporanea presso altri siti produttivi del Gruppo, ove se ne fosse creato il fabbisogno;
4. ebbene, la Semolifici di Termoli s.r.l. ed il Gruppo Casillo si sono sempre mossi, sino alla data odierna, nel rispetto degli accordi sottoscritti nella citata data del 18 luglio 2008. I lavoratori nel corso dei mesi, a partire da dicembre 2008, scettici circa la possibilità che l’azienda mantenesse gli impegni assunti, contestavano validità e legittimità dell’accordo del 18/07/2008 sottoscritto presso la Regione Molise con l’Assessore al Lavoro Prof. Fusco Perrella e con le sigle sindacali che in quel momento rappresentavano gli stessi.

Dopo numerosi incontri, sia in sede istituzionale, presso la Regione Molise e la Direzione Provinciale del Lavoro di Campobasso, sia presso l’azienda, in data 28 ottobre 2009, in sede di DPL di Campobasso, venivano sottoscritti verbali di accordo che segnavano la POSITIVA CHIUSURA dell’intera vicenda tra l’azienda e i lavoratori. L’accordo conclusivo del 28 ottobre 2009 ha ribadito l’impegno, già assunto dalla società e dal Gruppo in data 18/07/2008, alla ricollocazione dei lavoratori licenziati nelle nuove iniziative economiche del sito. Soltanto due lavoratori hanno rifiutato, tanto a luglio quanto ad ottobre 2009, di sottoscrivere l’anzidetto verbale d’accordo in sede di DPL, così rifiutando altresì:

1. l’assunzione a tempo indeterminato presso lo stabilimento di Termoli, nonché il mantenimento dei livelli retributivi e dell’inquadramento precedentemente posseduti;
2. l’ulteriore garanzia della collocazione a tempo indeterminato presso altro sito produttivo del gruppo nel caso di ritardo nel rilascio delle autorizzazioni amministrative oppure di chiusura dell’impianto. Si chiarisce che undici lavoratori avevano originariamente impugnato il verbale di accordo del 18/7/2008 per il tramite dello Studio Legale Iacovino.

Orbene, sette lavoratori hanno sottoscritto l’accordo nel mese di ottobre 2009. Due lavoratori sono ormai in pensione. I lavoratori che allo stato non hanno sottoscritto il verbale di accordo sono soltanto due. Si precisa, contro ogni censura di presunto atteggiamento discriminatorio dell’azienda, che la mancata sottoscrizione del verbale di accordo ed il rifiuto alla riassunzione a tempo indeterminato presso il sito di Termoli è una precisa scelta di costoro.

Attualmente la Semolifici di Termoli, nelle more del rilascio delle concessioni edilizie volte all’ammodernamento del sito, ha ripreso temporaneamente l’attività riassumendo tutti i lavoratori che hanno sottoscritto i predetti accordi, coerentemente con gli impegni da sempre assunti. E’ doveroso concludere menzionando il contributo reso dalle istituzioni tutte e principalmente dall’Assessorato al Lavoro della Regione Molise nella persona dell’Assessore Prof.ssa Fusco Perrella, del Sindaco del Comune di Termoli dr. Vincenzo Greco e dei dirigenti regionali dr. Iappalucci, dr. Manna.

Con l’augurio di aver definitivamente chiarito gli esatti termini della vicenda, il Gruppo Casillo precisa che sin dall’inizio ha avuto (e continua ad avere) a cuore le sorti del sito e dei suoi lavoratori (nessuno escluso), cui pertanto viene rivolto l’invito a stabilire un dialogo diretto e sereno con l’azienda al di fuori di ogni clamore. Al contempo, alla stregua delle esigenze di chiarezza ed obiettività invocate, si chiede alle testate che in data odierna hanno pubblicato notizie potenzialmente diffamatorie e, per questo, lesive dell’immagine del gruppo, di rettificare gli articoli già pubblicati e per il prosieguo di verificare preventivamente, in contraddittorio con l’azienda, ogni notizia ricevuta.

                                                                                                                            Il Presidente del Consiglio di Amministrazione

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