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CAMPOBASSO _ Riorganizzazione istituzionale ma anche un reale e non solo ‘annunciato’ taglio concreto dei costi della politica che deve coniugarsi ad una seria politica di snellimento della farraginosa macchina amministrativa regionale. Questi i temi affrontati ieri pomeriggio nel corso dei “Seminari di primavera” organizzati dal Partito democratico: un momento di confronto e soprattutto di sintesi rispetto alle proposte che il Pd intende mettere in campo. Ha partecipato ai lavori l’On.le Oriano Giovanelli, presidente Forum nazionale Riforma della Pubblica Amministrazione. “Il Partito Democratico ha le idee chiare in merito al tema attualissimo della Riforma della Pubblica Amministrazione – ha detto ieri il segretario regionale del Pd Molise, Danilo Leva -: di certo i nodi da sciogliere riguardano l’eliminazione delle consulenze e degli incarichi esterni e lo snellimento della macchina burocratica che conta un numero elevatissimo di quadri: 300 su 750 dipendenti. Senza contare gli oltre 70 dirigenti.

Occorre ridurre proprio il numero di quest’ultimi attraverso l’abolizione della pianta organica e l’introduzione per tali figure apicali dei contratti a tempo determinato. Solo così potrà attuarsi quel ricambio generazionale, oggi più che mai necessario. Così come è indispensabile sancire, a livello normativo, il principio della non ricandidabilità di tutti quegli amministratori che hanno sperperato risorse pubbliche”. Nel corso del seminario di ieri pomeriggio, il Partito Democratico si è confrontato anche sul tema del federalismo amministrativo perché un progetto di riorganizzazione istituzionale non può prescindere dalla ridefinizione ragionata dell’assetto distributivo delle funzioni e delle competenze tra i livelli di governo regionale e locale. “Il federalismo amministrativo in Molise si è fermato all’adozione del suo manifesto di intenti: la legge regionale n. 34 del 1999 – continua ancora il segretario regionale del Pd, Danilo Leva – emanata nell’imminenza della prima consultazione regionale basata sull’elezione del presidente a suffragio universale e diretto. Il processo riformatore si è però,poi,arrestato: la legislazione regionale ha proseguito il suo tradizionale corso “centralista” (attività e funzioni gestionali rigorosamente mantenute al livello di governo regionale).

Può dirsi, pertanto, che la sperimentazione della sussidiarietà in Molise non è ancora cominciata. In ogni caso oggi il disegno redistributivo si formerebbe in maniera più compiuta e funzionale, dal momento che, grazie alla riforma del Titolo V ed all’accresciuta potestà legislativa ed amministrativa della Regione, il novero delle materie e dei settori in relazione ai quali la Regione può disporre la dislocazione delle funzioni si è fortemente ampliato e meglio definito. Certo è che occorre con urgenza un’analisi seria ed attenta, in sede regionale, dello status quo, per quanto concerne gli attori istituzionali in campo e le loro potenzialità operative, quelli tra loro che sono in declino e non sono quindi funzionali ad un sano disegno riorganizzativo, quelli che sono obiettivamente sottoutilizzati e potrebbero sostenere una maggiore mole di competenze e quelli che, opportunamente disposti in reti congruamente dimensionate e territorialmente compatibili, potrebbero prestarsi ad un maggiore sforzo produttivo a risorse invariate.

Si impone un serio programma di recupero del tempo perso e di recupero di coerenza tra l’ordinamento regionale ed il nuovo assetto delineato negli articoli 114, 117 e 118 della Costituzione riformata, che impone di definire un sistema pubblico regionale capace di sopportare le sfide del federalismo. Data l’incombenza del federalismo fiscale deve ritenersi, con senso di responsabilità politica, che il processo riformatore vada affrontato con la consapevolezza dell’emergenza e del ruolo che ha la Regione di soggetto di governo dei processi generali, mentre agli enti locali, ed ai comuni primariamente, spetta quello di preminente soggetto amministrativo. Un’attenta ricerca degli idonei centri di imputazione di responsabilità e di competenze amministrative porterebbe indubbiamente al superamento di situazioni di diseconomicità e condurrebbe alla razionalizzazione dei costi della macchina amministrativa, oltre che a predisporre una pubblica funzione più a misura di cittadino.

Lo status quo resterebbe comunque disfunzionale e produttivo di sprechi, e solo cambiandolo in conformità al disegno costituzionale, si potrà misurare la reale capacità di resistenza del sistema pubblico molisano alle innovazioni del federalismo. Grande sforzo progettuale è dunque richiesto alla Regione e grande impegno nel dialogare con i governi locali, con le autonomie funzionali e con le rappresentanze sociali ed economiche. Occorre la consapevolezza che il momento non consente tentazioni dirigiste – spiega ancora il segretario regionale Leva – ed interventi somministrati dall’alto. Non basta fondare la capacità di governance regionale sull’emanazione di leggi, regolamenti e direttive, ma il ruolo regionale di soggetto orientatore deve dotarsi di uno strumentario più articolato, comprensivo anche di istituti e procedure di concertazione, di negoziazione e soprattutto di ascolto delle voci, delle istanze, ed anche delle critiche, che provengono dal territorio.

Fondamentale sarà imprimere una congrua accelerazione all’approvazione del nuovo Statuto, senza del quale difficilmente potranno partire i grandi interventi di riforma. Successivamente dovranno seguire interventi legislativi di ristrutturazione sistemica: primo fra tutti una legge quadro di riordino del sistema amministrativo regionale e locale, sul sostegno alle forme associative dei Comuni e sul nuovo assetto territoriale di gestione delle funzioni; quindi una legge riformatrice dell’organizzazione della Regione e delle agenzie regionali e, non ultima, una legge quadro sui servizi pubblici regionali e locali. In parallelo al riordino istituzionale andranno studiati concordanti interventi di revisione delle discipline sostanziali di settore, con priorità per le materie di competenza legislativa regionale che impattano maggiormente sul sistema economico-sociale”.

Il segretario regionale del PD Molise – Danilo Leva –