Campo Progressista: «”Tre rinvii e ancora nessuna parola ai molisani”, il campo progressista chiede a Roberti quella trasparenza che il ruolo pubblico impone.»

CAMOBASSO – «L’udienza preliminare nell’ambito dell’inchiesta “Memory” è stata rinviata per la terza volta consecutiva davanti al gup di Campobasso. Il procedimento, che conta 44 imputati tra cui il presidente della Regione Molise Francesco Roberti — accusato di concorso in corruzione nell’inchiesta della DDA su rifiuti, appalti e presunti rapporti con Energia Pulita — si è nuovamente fermato, questa volta per un difetto di notifica nei confronti di uno degli imputati.
A margine dell’ennesimo stop procedurale, i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina e Angelo Primiani e i consiglieri regionali del Partito Democratico, Vittorino Facciolla, Alessandra Salvatore e Micaela Fanelli tornano a sollecitare un chiarimento pubblico da parte del presidente della Regione.
«Siamo al terzo rinvio e siamo ancora in attesa che il presidente della Regione spieghi alla stampa e ai cittadini molisani — come aveva annunciato di voler fare in un video, per poi lasciar cadere la cosa nel dimenticatoio — la propria posizione», dichiarano i consiglieri del campo progressista, che tengono a precisare il perimetro del proprio ragionamento:
“Al netto delle responsabilità, tutte ancora da accertare, della presunzione di innocenza e di tutte le garanzie proprie del nostro stato di diritto, sta di fatto che la propria esposizione e il proprio ruolo pubblico — in quanto titolare di un incarico politico — imporrebbero una trasparenza maggiore rispetto a quello che sta accadendo”.
La questione, per il campo progressista, non riguarda il merito giudiziario del procedimento, su cui spetterà alla magistratura fare chiarezza, ma l’obbligo politico che deriva dall’occupare la massima carica istituzionale della Regione: quello di non sottrarsi al confronto con l’opinione pubblica.»
Carmine Aceto
Portavoce del consigliere regionale Roberto Gravina















