Ancora uno stop all’udienza preliminare dell’operazione che coinvolge il presidente della Regione Molise Francesco Roberti. Imputata irreperibile all’estero, polizia giudiziaria al lavoro per le ricerche.

CAMPOBASSO – Tre volte a vuoto. L’udienza preliminare della maxi inchiesta “Memory” della DDA di Campobasso su corruzione e rifiuti non riesce a decollare. Stamattina, davanti alla giudice Silvia Lubrano, è andata in scena l’ennesima fumata nera: nessuna trattazione nel merito, fascicolo ancora fermo al palo.
Questa volta il blocco non è tecnico, ma anagrafico. Una delle donne coinvolte nell’inchiesta – che conta 44 indagati complessivi, tra cui il governatore Francesco Roberti – risulta residente all’estero e non è stata raggiunta dalla notifica. Il giudice ha ordinato ricerche affidate alla polizia giudiziaria.
L’avvocato del presidente della Regione, Mariano Prencipe, ha chiarito la situazione all’uscita dall’aula: «Si tratta di un cittadino che risiede all’estero e quindi ha disposto le ricerche da parte della polizia giudiziaria per poter notificare validamente il provvedimento di citazione in giudizio da parte del Tribunale».
L’udienza salta, dunque. E con essa anche quella già fissata per luglio. Il prossimo appuntamento è il 17 settembre. Prencipe spiega perché si è dovuto saltare anche il passaggio estivo: «Salta perché siccome vanno fatte le ricerche secondo quello che dispone il codice di procedura penale, i tempi per queste ricerche non erano utili ad arrivare all’udienza di luglio».
Era già successo il 22 gennaio e il 12 marzo scorsi, entrambe le volte per difetti di notifica. Un copione che si ripete, con variazioni minime.
Prencipe ci tiene però a sgomberare il campo da un rischio che qualcuno potrebbe temere: «I tempi lunghi dipendono dal carattere pachidermico del fascicolo, cioè un fascicolo in cui c’è di tutto. Per cui è connaturale a questa, a questi processi qui. Non ci sono però rischi di prescrizione, su questo è sicuro».















