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“In questa fase è evidente la volontà del legislatore di dare priorità alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro del personale precario che risulti in servizio all’interno dell’Azienda Sanitaria rispetto ad altri lavoratori (già regolarmente assunti a tempo indeterminato presso altre Aziende Sanitarie) che abbiano la legittima aspettativa di riavvicinarsi al loro luogo di residenza e/o di origine – ha spiegato il legale -. Altro intento dichiarato della disciplina normativa in questione è quello della valorizzazione della professionalità già acquisita dal personale con contratto a tempo determinato. Ragion per cui non risulta condivisibile il bando indetto dall’Asrem per la stabilizzazione degli infermieri precari nella parte in cui prevede lo svolgimento di una vera e propria procedura selettiva articolata in tre prove di esame”.
I posti a concorso sono 140, al pari dei posti riservati alla mobilità, di conseguenza è considerato esiguo dagli infermieri precari rispetto a quella che è la realtà legata agli operatori in attesa di stabilizzazione, molto più numerosi.