Abbiamo chiesto al Segretario Regionale dc Di Rocco il perché di questa sofferta e lunga meditazione prima della decisione di andare con Iorio.
“Quando è naufragata, per motivi tecnici organizzativi, la possibilità di una propria e indipendente lista autonoma, ci siamo subito orientati verso il centro destra, ma non tutti condividevano questa rotta. Negli ultimi giorni abbiamo anche tentato di fare una lista insieme ad altri del centro destra, ma anche questo è naufragato per carenza di intese di natura prettamente politica. In ultimo, abbiamo lavorato per la convergenza verso il centro destra.”
Sicuramente nell’ accordo appena concluso è prevista una partecipazione della DC nella gestione del governo regionale. Questo significa ufficializzare il rientro, dopo oltre 15 anni, della Democrazia Cristiana nel Governo Regionale? “Si, ma non è proprio così, i democristiani ci sono sempre stati e ci sono ancora nelle istituzioni, anche se aderenti ad altre formazione politiche, mentre la DC come partito organico intende lavorare affinché certi valori non si sfaldino, come invece si sta verificando: per cui vuole rientrare nelle istituzioni dalla porta principale e non per vie traverse.”
Questo significa tornare ai vecchi tempi, quando la Diccì era “la politica”, lo sviluppo e la crescita imperava e il mondo agricolo si autogovernava?
“No, quei tempi sono il passato. Oggi vi sono altri problemi, altre emergenze e anche un altro sistema elettorale. Quindi la Dicci non sogna nemmeno di tornare a imperare, (anche se non sarebbe un male se ciò avvenisse), e nemmeno l’autogoverno agricolo è più pensabile, perché il sistema elettorale maggioritario attuale ha spazzato via anche questa speranza e le grandi organizzazioni, agricole e non, ne sono consapevoli e stanno cercando di ovviare a questa grave carenza di rappresentatività e di autodeterminazione delle categorie, specie quelle dei lavoratori autonomi.” Ma secondo lei la Coldiretti del Molise in questa occasione con chi sta? Con Iorio o con Frattura? “Ma, non saprei, credo che la Coldiretti, come organizzazione di una grande categoria in Molise e avendo degli abili dirigenti a guidarla, non farà delle scelte di campo. Con questo sistema elettorale credo che saranno solo i coltivatori direttamente, liberi e nella loro autonomia, a decidere chi merita e chi no il loro voto.”
Di Rocco, ci dica la verità, visto che molti ancora la rimpiangono, tornerebbe oggi a fare l’Assessore Regionale all’Agricoltura?
“Guardi, se mi rimpiangono, dopo oltre 15 anni che ho lasciato, vuol dire che ho saputo fare bene l’ assessore; ma va considerato che quando ho fatto io l’assessore erano veramente altri tempi, ero sì voluto dal mio partito, la DC di allora, ma alle spalle avevo l’humus della mia organizzazione e sorretto da tanti coldiretti, quasi tutti, anche quelli di sinistra. Forse questa invasione di campo altrui contribuì a riversare su di me tanta malignità e invidia. Se oggi tornerei a fare l’assessore? Sì, ma solo se avessi il consenso totale e la collaborazione di allora, la copertura e il sostegno di tutto il mondo agricolo, altrimenti continuino a farlo gli altri, non certo per risolvere i problemi dell’ Agricoltura e neanche quelli degli agricoltori, ma solo per il gusto di fare ‘l’assessore regionale’.”