classroom
Classroom, la scuola al tempo del coronavirus

TERMOLI – Ai tempi del coronavirus, le lezioni virtuali attivate in una scuola elementare di Termoli stanno entusiasmando gli allievi, interessati ad interagire on line più che nell’esperienza didattica tradizionale.

È il caso della primaria Principe di Piemonte appartenente all’Istituto comprensivo “Bernacchia”. E pur nelle differenze di strumenti tecnologici in possesso delle famiglie, tra quelli più moderni a quelli meno all’avanguardia, tutti gli allievi con entusiasmo seguono durante il mattino italiano, matematica e persino arte ed immagine. Per tutti, l’esperienza della classe virtuale è addirittura più interessante di quella tradizionale.

La scuola ha attivato una “classroom” dove viene inserito, per ciascuna materia, il materiale delle lezioni. I ragazzi seguono prima le spiegazioni on line con le insegnanti, nel pomeriggio svolgono i compiti ed il mattino successivo, ne parlano direttamente on line dove tutti sono collegati e interagiscono anche tra loro con grande interesse. Le interrogazioni sono molto meno “ostiche” e diventano addirittura divertenti.

La didattica a distanza – spiegano le maestre di terza elementare Lilia Guerrera e Michelina Gesualdiper come la stiamo vivendo qui, permette una migliore integrazione tra alunni che hanno un vissuto molto diverso tra loro. Inizialmente gli allievi non sapevano come usare la strumentazione, soprattutto il microfono per interagire con l’insegnante, ma hanno compreso subito e sono diventati in poco tempo più disinvolti. I bambini sembrano tutti entusiasti di partecipare alle lezioni virtuali e ad intervenire e rispondere prontamente alle domande“.

In base alle prime esperienze, gli allievi si sentono più sicuri. “Anche quelli più timidi e riservati hanno una maggiore sicurezza forse perchè si trovano in un ambiente a loro conosciuto che infonde sicurezza”.

Per quanto riguarda le dinamiche di gruppo, le insegnanti sottolineando: “sono diverse da quelle della classe perchè si trovano in ambienti differenti”.

Il rapporto dei bambini con la tecnologia è buono. “Sono dei nativi digitali – concludono Guerrera e Gesualdi – per cui sanno subito adattarsi alle novità tecnologiche. Attraverso le classi virtuali viene inserito il materiale della lezione, gli alunni svolgono le attività e le inviano direttamente alle docenti che correggono e restituiscono la prova. Sta funzionando molto bene”.