Il ritorno alla didattica a distanza per l’incapacità di risolvere i problemi esterni alla scuola è una sconfitta per tutti.

Scuola-Coronavirus

CAMPOBASSO – “Anche in Molise, da lunedì 26 ottobre e fino al 24 novembre, le scuole superiori stanno svolgendo le lezioni con la Didattica digitale integrata per il 75% del tempo scuola, così come previsto dal DPCM del 24 ottobre. A differenza delle altre regioni, però, la Giunta Regionale molisana non ha emanato un’ordinanza specifica, lasciando all’USR e alle singole Istituzioni scolastiche l’incombenza di interpretare disposizioni ministeriali. 

La cosa ormai non ci stupisce: anche nel settore istruzione è totale l’inerzia che i decisori politici stanno dimostrando nella gestione dell’emergenza epidemiologica. Nel tavolo operativo, convocato dall’USR lo scorso 26 ottobre, nessuna proposta è stata presentata dagli Assessori ai Trasporti e dal sottosegretario all’Istruzioneche hanno solo manifestato preoccupazione e lamentato una presunta mancanza di fondi nel settore, in particolare per quanto riguarda il tema dei trasporti. Lo abbiamo ribadito nel corso della riunione: la preoccupazione non basta, così come non basta attribuire le responsabilità sempre a qualcun altro. E’ compito di chi governa, in ogni ambito, dare risposte, cercare soluzioni, magari confrontandosi con chi da mesi cerca di aprire un tavolo di confronto sulla gestione dell’emergenza epidemiologica

Sono state diverse le occasioni nelle quali abbiamo proposto strumenti ed azioni per consentire di tornare a settembre in sicurezza a scuola. Ricordiamo lo sciopero unitario dell’8 giugno ed il presidio davanti al consiglio regionale del 21 luglio insieme ai lavoratori dei trasporti. In tale occasione, il Consiglio regionale approvò anche un Ordine del Giorno all’unanimità, in cui il Presidente della Regione si impegnava a supportare ogni azione utile per individuare maggiori risorse per “l’organico aggiuntivo”, e ad attivare un “Tavolo regionale operativo”, con l’USR, i rappresentanti degli Enti locali e la presenza delle OO.SS, per capire quali azioni mettere in campo.

Quell’ordine del giorno però è rimasto lettera morta. Nulla è stato fatto, ad esempio, sul tema dei trasporti regionali per garantire la possibilità di distanziamento degli alunni e di tutti i viaggiatori. Abbiamo invece assistito ad autobus stracolmi e corse mancate, con un’organizzazione a dir poco inadeguata del servizio. L’unica soluzione per sgravare il sistema dei trasporti è risultata paradossalmente la sospensione delle lezioni in presenza. 

Il ritorno alla didattica a distanza per l’incapacità di risolvere i problemi esterni alla scuola è una sconfitta per tutti. Significa considerare non essenziale l’istruzione e la formazione; significa, accentuare le diseguaglianze sociali. In ogni istituzione scolastica in questi mesi si è lavorato e si continua a lavorare alacremente per  consentire il ritorno in sicurezza da parte dei docenti, degli ATA e, soprattutto, degli studenti. 

Per tale ragione, non bisogna più perdere tempo ed arrendersi alla rassegnazione: entro la scadenza del dpcm, fissata per il 24 novembre, attraverso un confronto costante con tutte le Istituzioni scolastichel’USR e le rappresentanze sociali, la Regione deve trovare il modo per garantire a tutti gli studenti, anche quelli delle scuole secondarie, il diritto all’istruzione attraverso una didattica in presenza.

Siamo consapevoli della grave situazione che il paese sta attraversando per la violenta ripresa del contagio e per le pesanti conseguenze che tutto ciò potrebbe avere sulla nostra regione. Ma questo non consente di esimersi dalle responsabilità:  occorre attivarsi e procedere da subito per farsi trovare pronti per quella data, effettuare i dovuti monitoraggi e garantire il potenziamento delle linee di trasporto extraurbano e urbano, anche eventualmente tramite il noleggio di autobus privati per raddoppiare le corse.

Siamo convinti che tutti gli sforzi fatti da Dirigenti scolastici, docenti ed ATA in questi mesi per organizzare la scuola in presenza, non possono essere vanificati per precise responsabilità politiche e per le quali oggi l’intera comunità educante, rischia di pagare un prezzo altissimo. 

Lo abbiamo ribadito al tavolo: le dimensioni della nostra Regione sono tali da permettere di raggiungere l’obiettivo. Lo chiedeva e continua a chiederlo tutto il mondo della scuola. Lo richiama la Carta Costituzionale quando, nel ribadire che la scuola è aperta a tutti, individua nell’istruzione un diritto costituzionalmente garantito (non un servizio da erogare). Noi non ci rassegniamo e continueremo a batterci per  rendere pienamente esigibile questo diritto”.

Il Segretario FLC CGIL Molise

Pino La Fratta