In prima battuta l’assessore al ramo rispose dichiarando che i lavori di ampliamento erano in fase di collaudo. Oggi, invece, in una seconda risposta l’ufficio tecnico ci fa sapere che a causare i lievi ritardi alla consegna dell’opera sono state alcune criticità da imputare a difficoltà tecnico- amministrative. “Ringrazio il responsabile dell’ufficio competente per i chiarimenti del caso– ha dichiarato Cristiano Di Pietro – ma come si fa a definire lieve un ritardo di due anni rispetto alla data stabilita per la consegna dei lavori? Il fatto – ha specificato – che l’origine del differimento venga imputato a non meglio identificate difficoltà tecnico amministrative non sminuisce certo la gravità del rinvio e i disagi subiti dall’utenza del poliambulatorio.
I lavori del presidio montenerese sono ancora in alto mare, i muri sono privi di intonacatura esterna e mancano le opere di rifinitura. Mi auguro – ha proseguito il consigliere – che il requisito decisivo per l’aggiudicazione della gara non sia stato proprio l’assicurazione di rispetto dei tempi di consegna. Se così fosse, al danno si aggiungerebbe la beffa. E a proposito di beffa – ha concluso Di Pietro – in merito ai numerosi servizi che dovrebbero essere prestati nel nuovo PTO, siamo sicuri che queste attività verranno effettivamente realizzate? Considerato il drastico piano di tagli alla sanità predisposto dal commissario del governo, nutriamo forti dubbi a riguardo”.