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…e per tutti i termolesi di buona volontà.

L’albero del Mare al porto turistico di Termoli

TERMOLI – Dopo l’ultimo articolo sul Cavallo di Troia termolese pubblicato su queste pagine la settimana scorsa, qualcuno mi ha definito la Cassandra di Termoli o il Gino Bartali del ”…l’è tutto da rifare”. Perciò, mi cospargo di cenere il capo e, siccome è Natale, voglio essere buono.

Il nuovo sindaco Francesco Roberti ha fatto tante belle promesse e, da come stanno andando le cose, certamente ha tutte le intenzioni di mantenerle. E allora, nell’augurargli Buone Feste, gli voglio ricordare di tenere sott’occhio il problema della Sanità, tanto seguito dal Movimento del Punto Nascite, che si sta battendo con tutti gli strumenti e argomenti possibili per mantenere a Termoli quei reparti ospedalieri precari che a poco a poco vanno scomparendo. Lo stesso dicasi per il ripristino della Bandiera Blu che ridarà al nostro litorale l’agibilità che ha sempre avuto e riporterà tanti turisti a soggiornare e a bagnarsi nel nostro mare finalmente ripulito dal nuovo depuratore.

Gli Auguri più sinceri vanno al Parco del Molinello dove il paventato parcheggio delle macchine vorrebbe coprire l’ultimo spazio verde della città. Attenzione ai pusher che spacciano la droga: la nostra regione è rimasta sempre fuori da questi traffici immondi! E ancora: se nelle periferie sono apparsi i lupi, speriamo che nel centro non ci siano delle vecchie…volpi che approfittino delle festività per aumentare i prezzi delle merci. Natale deve essere un giorno di pace e di altruismo. Si seppellisca per qualche giorno l’egoismo, la cattiveria e l’arroganza. Volemose bene! Avremo tutto l’anno per mostrare le nostre cattiverie, le nostre debolezze…Viviamo serenamente il panem et circenses che le festività ci offrono e partecipiamo attivamente anche alle manifestazioni a carattere culturale che l’assessore alla cultura Michele Barile ha predisposto. Ultimamente ho notato un discreto movimento di associazioni che organizzano eventi accattivanti: non saranno come una serata alla Scala di Milano ma accontentiamoci di quello che il momento ludico ci offre! Visitiamo il Museo del Mare al Castello Svevo e il MACTE (sigla misteriosa che si traduce in Museo di Arte Contemporanea Termolese). E non ci dimentichiamo delle iniziative elencate nella locandina del WinTermoli 2019 né dell’Albero sul Mare, proposto per la prima volta nella nostra città. 

In queste vacanze invernali, insomma, buttiamo dietro le spalle tutte le cose brutte e pensiamo solo a trascorrere delle festività all’insegna dell’ottimismo e della buona tavola. A questo proposito, un pensiero particolare vada alle nostre tradizioni   culinarie: le scarpelle il 23 a sera, i mostaccioli – che una volta erano appannaggio della Pasticceria Melillo – il capitone e il baccalà in umidoil 24, giorno della vigilia, condito con l’Olio Benedetto che fa bene al cuore e le mozzarelle di Del Giudice che fanno bene alla salute. E abbiamo fatto anche lo spot: che… Dio me ne renda merito! Infine, voi che potete, andate a farvi, per conto mio, una bella passeggiata lungo il mare o il porto che sarà certamente molto salutare dopo esservi abbuffati di lasagne il giorno 25 e di cardone con pallotte di carne macinata e uova il giorno 26

Non dimenticate, infine, di fare il presepe e l’albero di Natale con tutti i festoni argentati, dorati e i palloncini sospesi, che ogni tanto cadono e scoppiano. Per il presepe, poi, mettete molta accortezza. Ricordo che quando studiavo a Napoli, i miei zii Milongi – che avevano la tradizione di riunirci tutti e trenta in un’unica abitazione, che era quella dello zio che aveva la casa più grande – aspettavano me, l’architetto (sic!) per preparare il Presepe. Io mi impegnavo molto per avere alla fine il loro plauso. Le zollette di terra le andavo a prendere nelle aiuole della Villa Comunale e ci facevo tutto il terreno, al naturale. Poi, mettevo le casette: quelle piccole erano le più lontane. Quindi, facevo i laghetti con un pezzo di specchio rotto coperto ai bordi con il muschio e i ruscelletti con la carta stagnola argentata. Quindi, posizionavo i pastori e tutti i personaggi: l’arrotino, il contadino con un fascio di erba sulle spalle, la donzelletta con una cesta di uova, le pecorelle che brucavano l’erba, ecc… I  Re Magi e il Bambinello venivano posti il 24 a mezzanotte, mentre i miei zii, ritornati per una sera bambini, intonavano, insieme a noi, “Tu scendi dalle stelle”, visibilmente emozionati. C’era sempre qualcuno a cui spuntavano i lucciconi e qualche piccolino che piangeva perché aveva sonno e voleva andare a dormire. Erano momenti indimenticabili, che sono ancora impressi nella mia memoria.

Questo era il mio Natale fino all’età dei vent’anni! Questi riti, queste usanze e gusti culinari li ho portato a Milano, coinvolgendo anche tutti i miei amici che erano ben lieti di trascorrere queste feste insieme alla mia famiglia.

E questo è tutto…ha ditte ‘a moje Chjevitte! E allora, insieme alla mia poesia di Natale, AUGURO BUONE FESTE A TUTTI fino al giorno della Befana che tutte le feste porta via insieme a questa mia poesia.

NATÁLE A MILANE 

Tra póche è Natale!
‘A nève…‘a nébbje…
‘a lucia ‘mbezzenite 
di’ lampejune.
P’i’ neguzje 
‘u stòcche e i capetune
‘u panéttóne Motta
‘u smòg da’ città’.

‘A ggènte ‘hè ‘mpazzite
spènne e spanne!
Accatte ògne sòrte 
de mesture
pecchè a Natále  
vo’ fa’ bbèlla ‘na fegure.

Addinde a ’sta città’
‘mmizz’u cemènte
‘hi pure stènghe
in bóna cumpagni’:
tènghe  sempre
l’affètte  di’ nepute 
di’ tre fije
e addind’u córe
‘na serénità.

Saverio Metere
 (dicembre '85)

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Saverio Metere
Saverio Metere è nato a Termoli il 23 settembre del 1942. Vive e lavora a Milano dove esercita la professione di architetto libero professionista. Sposato con Lalla Porta. Ha tre figli: Giuseppe, Alessandro, Lisa. Esperienze letterarie. Oltre ad interventi su libri e quotidiani, ha effettuato le seguenti pubblicazioni: Anno 1982: Lundane da mazze du Castille, Prima raccolta di poesie in vernacolo termolese; anno 1988: I cinque cantori della nostra terra, Poeti in vernacolo termolese; anno 1989: LUNDANANZE, Seconda raccolta di poesie in vernacolo termolese; anno 1993 da Letteratura dialettale molisana (antologia e saggi estetici–volume primo); anno 1995: da Letteratura dialettale molisana (antologia e saggi estetici–volume secondo); anno 2000: I poeti in vernacolo termolese; anno 2003 (volume unico): Matizje, Terza raccolta di poesie in vernacolo termolese e Specciamece ca stá arrevanne Sgarbe, Sceneggiatura di un atto unico in vernacolo termolese e in lingua; anno 2008: Matizje in the world, Traduzione della poesia “Matizje” nei dialetti regionali italiani e in 20 lingue estere, latino e greco.