
Il principio dei “panem et circenses” non valeva solo per gli antichi romani: ancor oggi basta che uno prometta un’elargizione o cancellazione di tributi e riesca a narcotizzare la massa con qualche sport popolare, che si ha facilmente la caduta di ogni indignazione morale. Il vantaggio personale, a scapito di quello generale, il corporativismo, la superficialità nei giudizi riescono agevolmente a far dimenticare il bene comune, il senso dello Stato, gli obblighi civici. E’ per questo che lo sdegno autentico, come fremito della coscienza, è una virtù.
” L’antico ribelle” è il protagonista della Congiura di Catilina. Siamo nel I secolo a.C. e la prosa tagliente e scultorea mette in guardia contro l’appiattimento dell’opinione pubblica che si adatta a un consenso becero, senza coscienza e critica. Le teste diventano simili a giunchi che si curvano al passaggio del vento della propaganda e al predominio del potere pronto a diffondere i suoi luoghi comuni e i suoi messaggi espliciti o sublimali. Bisogna alzare la testa dal proprio interesse immediato, snebbiare la mente dalla chiacchiera televisiva e non, liberare l’anima dalle banalità che la narcotizzano e ritrovare la coscienza, il pensiero serio e fondato, la morale coerente. Scrive il giornalista Massimo Fini: “Più dell’orrore mi fa orrore il nulla.” Di che cosa si sono occupati in data 20 marzo c.m. i vari ex Sindaci, ex Assessori, ex Cons.Comunali di ex maggioranza ed ex minoranza che hanno “parolato” si “parolato” dell’ex Ospedale di Termoli. Cittadini-elettori qualcuno li avrà pur eletti.
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