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TERMOLI _ L’approvazione da parte del Consiglio regionale, dopo un ritardo di oltre dieci anni, del nuovo Statuto della Regione Molise, in base al quale è regolata la vita dell’Ente, non può suscitare nei sottoscritti alcun entusiasmo, essendo il nuovo importante strumento privo di quelle aderenze ai tempi che stiamo vivendo, in cui federalismo e decisioni legislative devono consentire alla nostra Regione di innovare radicalmente e velocemente metodi di governo e d’intervento.

Al contrario, lo spirito che sottende l’importantissimo documento e, ancora di più, la previsione di organi quali un Consiglio che passa da 30 a 32 consiglieri e una Giunta che, alla dilatazione abnorme del numero degli assessori esterni, include anche la nuova figura del sottosegretario, più che alle nuove esigenze e alla rottura con certe pratiche deleterie, sembra essere funzionale a una gestione di stampo clientelare, strettamente congenita all’attuale gruppo politico dominante. Senza trascurare la crescita dei costi e degli apparati e questo in una regione tra le più piccole d’Italia.

I sottoscritti consiglieri comunali, ritengono dunque, l’approvazione dello Statuto, così come esso viene a configurarsi, un’occasione mancata per rinnovare strutturalmente la Regione Molise e i suoi organi legislativi, ciò che non mancherà di pesare negativamente sul futuro dei molisani. Si fanno interpreti del malcontento dei propri elettori e, più in generale di tutti quei democratici termolesi che si aspettavano da questa occasione una svolta che invece non c’è stata. I Consiglieri Comunali di Termoli Filippo Monaco, Paolo Marinucci, Daniele Paradisi, Antonio Giuditta, Francesco Caruso, Mario Di Blasio, Antonio Russo.