TERMOLI – Precari Asrem: “pioggia” di ricorsi davanti al giudice del lavoro, da Larino e Isernia. Sono oltre un centinaio le azioni legali promosse di recente da infermieri, tecnici di laboratorio ed altre figure dell’area sanitaria che, dopo aver lavorato alcuni anni alle dipendenze dell’azienda sanitaria, si sono visti “sbattuti” in mezzo alla strada con l’arrivo della scadenza contrattuale. Ora, attraverso il ricorso, in molti degli 800 precari dell’azienda confidano nella speranza dell’assunzione a tempo indeterminato, divenuta una sorta di chimera, un sogno irragiungibile in Molise anche per chi ha maturato i requisiti dopo 10 anni di attività. Qualcuno si è ritrovato senza lavoro alle soglie della pensione, nonostante avesse tutte le carte in regola per ottenere l’agognato posto fisso. Quella dei contrattisti “appesi”, di anno in anno o di 6 mesi in 6 mesi, ad un rinnovo è divenuta una sorta di piaga sociale in regione dove le assunzioni definitive sono una “in via di estinzione”. Più di qualcuno confida nel ricorso ai giudici per raggiungere l’obiettivo dell’assunzione definitiva. La maggior parte delle azioni legali dei precari dell’area sanitaria sono state promosse dall’avvocato di Campobasso Vincenzo Iacovino. Degli 800 contrattisti complessivi, oltre la metà si è rivolta al giudice negli ultimi anni attraverso il noto legale di Campobasso. Una marea di ricorsi, dunque, alcuni dei quali conclusisi con una procedura transattiva con l’azienda sanitaria, consistente in un rinnovo contrattuale di 24 mesi. Lo scorso anno per sette ricorrenti c’è stato questo epilogo.

L’avvocato Iacovino ha sottolineato che «anche gli altri ricorrenti potranno godere del beneficio della transazione con ripresa dell’attività lavorativa e di questi tempi non è poco. Naturalmente confido nella stabilizzazione di tutti gli 800 precari». È stata inoltre presentata una nuova impugnativa dal legale per la ripresa della procedura di stabilizazione che l’Asrem aveva messo in piedi negli anni 2008-2010 poi bloccata e mai più ripresa senza una ragione. Iacovino, intanto, ha già predisposto una nuova azione legale qualora l’azienda sanitaria non dovesse garantire la ripresa lavorativa dei precari firmatari dei ricorsi.

«La procedura di stabilizzazione era arrivata in una fase avanzata – ha spiegato l’avvocato Vincenzo Fiorini di Casacalenda – fu sospesa nell’iter finale a causa della nota questione del Piano di rientro dal deficit sanitario della Regione, ma c’era la volontà dell’Asrem alla definizione. Bisogna anche dire che le spese sostenute dall’azienda per i contratti a tempo determinato sono identiche a quelle che sosterrebbe per le assunzioni definitive. Oggi, quindi, con gli stessi costi, l’Asrem si ritrova solo con personale demotivato ed in sottonumero. Questo è un dato da non sottovalutare perchè alla fine la stabilizzazione non costerebbe di più e nel contempo si migliorerebbero notevolmente i livelli di assistenza».