Quando il Molise fermò il Nucleare
Gli autori del Libro, da sinistra: Enzo Gallo e Aldo Camporeale (galleria Fotografica)

TERMOLI – “Quando il Molise fermò il Nucleare. 40 anni di lotte per l’ambiente a Termoli e nel Basso Molise” il titolo del libro presentato in Comune a Termoli frutto di un lavoro a 4 mani di Aldo Camporeale, docente di agronomia ed estimo e già consigliere comunale del Psi per 15 anni ed Enzo Gallo, professionista del settore assicurativo, già sindacalista e già segretario cittadino del Psi. L’opera è pubblicata dalla casa editrice Solfanelli e racconta cosa accadde in Molise, a Termoli, 40 anni fa. 

L’evento culturale, presentato dalla giornalista Antonella Salvatore, collaboratrice Ansa e direttrice di myNews.iT, ha visto come relatori: il Sindaco di Termoli Francesco Roberti, Rossano Pazzagli, docente di storia del territorio e dell’Ambiente dell’Università degli Studi del Molise che ha curato la prefazione del volume, Michele Marone avvocato e Presidente del Consiglio comunale oltre ai due autori.

Quando il Molise fermò il Nucleare
Gli ospiti alla presentazione del Libro, da destra: Michele Marone, Francesco Roberti, Antonella Salvatore e Rossano Pazzagli

La pubblicazione racconta di una manifestazione a cui parteciparono oltre 8 mila persone che riuscì a bloccare la realizzazione nella nostra città di una centrale nucleare. Era il 2 dicembre del 1978. I termolesi ed i molisani tutti scesero in piazza per dire un forte ed accorato “no” all’impianto. Fermarono il nucleare non solo a Termoli ma determinarono lo “stop” della produzione di tale energia in tutta Italia. Oggi, quell’evento conosciuto da pochi, è raccontato in dettaglio in questo volume che ripercorre l’intera battaglia “combattuta” dalla popolazione e, ricostruisce, in maniera minuziosa il periodo storico italiano, restituendo, ai fautori di quella manifestazione le pagine di storia che non furono mai scritte e, che, in un certo senso gli erano state tolte. 

Il libro rappresenta la memoria storica da consegnare alle nuove generazioni: su come la popolazione mise in atto una sorta di “rivoluzione gentile” sulla scia di quella del 1974 del Portogallo.

Il Molise, per il Governo italiano, rappresentò il tallone d’Achille del Piano energetico nazionale – dicono Aldo Camporeale ed Enzo Gallo -. Si era trasformato nel granello di sabbia che riuscì a bloccare un meccanismo molto complesso. All’epoca la manifestazione di Termoli fu considerata un evento minore per questo non trovò posto nei libri di storia. Però condizionò in maniera importante, fondamentale, il destino del territorio costiero. Non poteva restare celata nel silenzio”. 

Il 15 marzo scorso milioni di studenti di tutto il mondo sono scesi in piazza per difendere il proprio futuro nello sciopero mondiale per la salvaguardia del Pianeta promosso dal movimento di Greta. Oggi come 40 anni sono i giovani ad animare la sensibilizzazione verso l’ambiente. Ne è convinto il docente dell’Unimol Rossano Pazzagli che ha sottolineato nel suo intervento l’importanza della protesta del popolo ma anche la ferma volontà dell’allora Presidente della Regione Molise Florindo D’Aimmo a contrastare il progetto della centrale nucleare: due impianti da mille megawat tra Termoli e Campomarino.

Nonostante l’allora partito di governo, la Dc fosse favorevole all’impianto, il Governatore Molisano D’Aimmo contrastò con grande fermezza con L’allora Ministro Donat Cattin e riuscì a spuntarla. Antonio D’Aimmo, presente in sala consiliare insieme alla sorella Antonella, ha ricordato il padre con emozione ma soprattutto ne ha rappresentato l’acume politico e lungimiranza le cui decisioni hanno avuto una rilevanza determinante per il territorio.

Molte le domande e gli interventi del pubblico. Alcuni dei presenti parteciparono alla manifestazione del 2 dicembre 1978 ricordando con molti aneddoti quella giornata. Tra questi l’imprenditore Lombardi di Campomarino ma anche l’allora assessore Musacchio che ha ricordato quei giorni del 1978. All’evento hanno preso parte i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Patrizia Manzo e Valerio Fontana. Grande l’interesse mostrato dal pubblico nei confronti della pubblicazione.