Massimo Romano con Filippo Monaco, Giuseppe Astore ed Antonio Giuditta
a sinistra Massimo Romano

CAMPOBASSO – Tempo c’ha messo, ma alla fine l’ha confessato, ammettendolo chiaro chiaro. Frattura è stato assente in Conferenza Stato Regioni il giorno dell’approvazione del Decreto Balduzzi non per un caso fortuito o una dimenticanza, bensì per una precisa e consapevole scelta politica: consentirne l’agevole approvazione, rinunciando deliberatamente a porre il veto su un testo che, era chiarissimo già allora, avrebbe decretato la morte del sistema sanitario pubblico della regione Molise per l’insuperabile parametro demografico fissato in 600mila abitanti. Una vile assenza ricambiata con il contentino di non essere commissariato (da Presidente Commissario), portando a casa, grazie ad un trasferimento finanziario straordinario una tantum delle altre regioni, il tanto agognato pareggio di bilancio…

Una scelta che ha consentito al Presidente Frattura Commissario (non commissariato), di completare, con l’approvazione del Pos 2015-2018, lo smantellamento della sanità pubblica (si veda il caso emblematico della neurochirurgia del Cardarelli), preliminare e propedeutico all’implementazione dei privati, in testa a tutti Neuromed e Fondazione, che ne hanno assorbito le specialità più remunerative (chiuse negli Ospedali pubblici proprio a causa del Balduzzi).

Inutile precisare che a beneficiare di questa scelta sia stato il più importante gruppo sanitario privato operante in Molise, il Neuromed, facente capo all’on. Aldo Patriciello di Forza Italia, che alle regionali 2013 ‘casualmente’ è stato il principale sponsor del candidato PD Paolo Frattura, redivivo Commissario ad acta per la sanità.

Ci voleva un Presidente che al tavolo della Conferenza Stato Regioni facesse volare le sedie per imporre una deroga demografica al Balduzzi per il Molise. Invece i molisani hanno scelto Frattura. E insieme a lui Patriciello. E questo è quello che si ritrovano.

Massimo Romano