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Massimo Romano
TERMOLI _ In relazione alle dichiarazioni rilasciate dalla società Zuccherificio del Molise spa, e amplificate da alcuni organi della carta stampata addirittura con i titoli di prima pagina (martedì 3 maggio 2011), il Consigliere regionale Massimo Romano, presidente del movimento civico Costruire democrazia, rilascia le seguenti dichiarazioni: “Siamo alle solite: si scambiano lucciole per lanterne! Tra poco mi attribuiranno anche la colpa del fallimento della Pop 84, della GTR, della HDM (e perché no del fallimento di Eutelia, della Geomeccanica, di Campitello Matese) e (gira voce) anche dell’attentato alle Torri Gemelle (in relazione, invece, all’assassinio di Bin Laden nei pressi di Islamabad, ho numerosi testimoni che possono provare che in quelle ore ero in Molise, nel mio ufficio in Consiglio regionale).

Ormai è una costante, quando si affrontano questi temi scottanti: certa stampa di regime (per caso beneficiaria anche di contratti di sponsorizzazione/pubblicità da parte dello Zuccherificio o di altre società collegate?), scambiando come al solito lucciole per lanterne, dedica addirittura la prima pagina alle dichiarazioni che la società ha rilasciato contro il sottoscritto e non spende una sola parola per ricordare che ci sono sentenze dei giudici amministrativi che confermano tutto, censurando e omettendo i fatti e amplificando le opinioni (dei diretti interessati, peraltro), disinformando i cittadini e i lettori su questioni che riguardano la gestione di decine di Milioni di euro di fondi pubblici e centinaia di posti di lavoro. Sullo zuccherificio, al di là delle eventuali responsabilità penali (che compete alla magistratura accertare), sto conducendo una battaglia sul problema industriale, in difesa dell’economia del comparto bieticolo saccarifero e dei lavoratori.

Ed infatti, nel merito delle questioni poste nel comunicato/lettera aperta della società sono costretto, per l’ennesima volta, a ripetere la proposta presentata ritualmente in Consiglio regionale nel novembre 2009 (l’unica possibile, l’unica consentita dalla legge): la Regione doveva fare un regolare bando pubblico per la scelta del socio privato, e non, come è stato invece fatto, concordare in sedi private l’ingresso di un privato già noto per pregressi fallimenti industriali, senza alcuna garanzia né industriale, né economico finanziaria né di moralità professionale, e addirittura regalandogli (illegittimamente, come ha accertato il Tar Molise, sent. 1559/2010) la gestione dell’azienda (quanti euro di soldi propri ha investito nell’azienda?)

Il piano industriale, presentato nel giugno 2010, seppur validissimo, è carente in un piccolo (ed insignificante?) dettaglio: non è specificato chi (la Regione o il privato?) dovrà versare gli ulteriori 53 Milioni di euro previsti. E, dunque, appare comica l’affermazione che gli investitori sarebbero stati messi “in fuga” a causa delle attività che svolgo nell’ambito del mio mandato istituzionale: sarebbe forse il caso di chiedersi perché il socio privato della Regione nello Zuccherificio si scherma dietro società anonime di diritto lussemburghese e cipriota… La verità è che in Molise, da troppi anni, certa politica (anzi, certi politici) sta lasciando campo libero, in modo incauto e fin troppo disinvolto (per non dire, in alcuni casi, completamente spregiudicato) a tre o quattro imprenditori che stanno raschiando il barile sottraendo risorse pubbliche alla generalità delle piccole e medie imprese e dei piccoli e medi imprenditori e a danno dei lavoratori. Sul punto, in ogni caso, sono a disposizione per ogni confronto pubblico (ovunque e con chiunque)”.