Achille Pace
“Questa è la foto che cercavo ! Non mi sento di commentare ma quell’immagine ho voluto tenerla sempre accanto a me !!!” Achille Pace dal suo profilo social

TERMOLI – Si è spenta la stella più luminosa nel firmamento dell’arte italiana: era termolese! Il nostro piccolo paese è calato nel buio più profondo.

Achille impersonava l’arte pura e originale. Non è stato molto amato dai termolesi che più di una volta gli hanno sbattuto la porta in faccia quando lui aveva dato tutta la sua anima e disponibilità al paese che gli aveva dato i natali.

Addio, Achille! Vedrai che adesso si accorgeranno che non ci sei più. Te l’ho sempre detto e scritto più volte: “Nemo propheta in patria”. Vedrai che faranno anche a te una scultura. Ma questa volta ubicata al centro della sala comunale, fatta con il “Filo” di tutte le opere degli artisti che hai portato a Termoli.

Addio MAESTRO. Chissà se Termoli ne avrà un altro nel corso di altri 1000 anni.

Addio amico e compagno di viaggio negli astratti giardini dell’arte della pittura.

Tua moglie Maria e i tuoi figli non saranno mai soli perché saranno in compagnia delle opere che hanno ereditato da te.

Addio e finalmente R.I.P.

Saverio Metere

La redazione di myNews.iT, con dolore e sincera commozione, porge le proprie condoglianze alla famiglia per la perdita del maestro Achille Pace, che da questa mattina ha lasciato la vita terrena.

Per chi volesse salutare Achille, le onoranze funebri saranno tenute presso la Chiesa degli Artisti, sita in Roma a Piazza del Popolo 18 il giorno sabato 2 ottobre 2021 alle ore 11.30.

Achille Pace 1960: “itinerario109”, acrilico e filo su tela 90 x 130
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Saverio Metere è nato a Termoli il 23 settembre del 1942. Vive e lavora a Milano dove esercita la professione di architetto libero professionista. Sposato con Lalla Porta. Ha tre figli: Giuseppe, Alessandro, Lisa. Esperienze letterarie. Oltre ad interventi su libri e quotidiani, ha effettuato le seguenti pubblicazioni: Anno 1982: Lundane da mazze du Castille, Prima raccolta di poesie in vernacolo termolese; anno 1988: I cinque cantori della nostra terra, Poeti in vernacolo termolese; anno 1989: LUNDANANZE, Seconda raccolta di poesie in vernacolo termolese; anno 1993 da Letteratura dialettale molisana (antologia e saggi estetici–volume primo); anno 1995: da Letteratura dialettale molisana (antologia e saggi estetici–volume secondo); anno 2000: I poeti in vernacolo termolese; anno 2003 (volume unico): Matizje, Terza raccolta di poesie in vernacolo termolese e Specciamece ca stá arrevanne Sgarbe, Sceneggiatura di un atto unico in vernacolo termolese e in lingua; anno 2008: Matizje in the world, Traduzione della poesia “Matizje” nei dialetti regionali italiani e in 20 lingue estere, latino e greco.