
Sulla vicenda, Di Brino ha presentato una interrogazione urgente al Sindaco Angelo Sbrocca, all’Arpa Molise, all’Ufficio igiene del Comune di Termoli ed alla Capitaneria di Porto.
“Chiediamo a Sbrocca anche nella doppia vesta di Presidente del Consorzio industriale Valle Biferno – spiega Di Brino – da quando era a conoscenza dei dati contenuti nel verbale 49/2018 e dei certificati della Crea (società di gestione del depuratore) e con quale periodicità sono stati trasmessi dalla società al Cosib, quale iniziative abbia assunto considerata la gravissima situazione di inquinamento del mare e perché non sono stati informati i media e l’intera cittadinanza. E ancora se la balneabilità dell’intero litorale poteva essere sicura nel periodo di picco dei valori e in quale modo intende giustificare l’inerzia dell’attuale amministrazione ed i danni provocati in quasi 5 anni di gestione della depurazione a causa del mancato completamento del nuovo impianto del Sinarca e della bloccata realizzazione della struttura di sollevamento di Rio-Vivo, opera già progettata ed appaltata nel 2014″.
Secondo l’ex sindaco “i valori comunicati dalla Crea al Cosib dimostrano un forte inquinamento all’uscita del depuratore del porto. Questo non è sinonimo di inquinamento sui due lungomari ma sta di fatto che un dato così rilevante ed allarmante avrebbe dovuto, a mio modo di vedere, sollecitare il sindaco che tra l’altro è anche Presidente del Cosib (controllore e controllato) chiedere all’Arpa verifiche più costanti nel periodo estivo tenuto conto che i dati risalgono a giugno ed agosto, nel periodo di maggiore balneazione”.
Lo stesso sottolinea l’invio al Comune di Termoli di quattro sanzioni per inquinamento. “Sulla prima è stato nominato un avvocato di Bari, la seconda l’Amministrazione ha deciso di pagare 6 mila euro, la terza e la quarta invece si è deciso di nominare il legale del comune. In ogni caso sui dati della scorsa estate il sindaco avrebbe dovuto avere l’attenzione di collegarsi subito con l’Arpa e Capitaneria di porto e sollecitare più approfonditi accertamenti. Chiediamo chiarezza: non poteva non sapere”.














