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Lucio Dalla alla manifestazione di Termoli
Lucio Dalla alla manifestazione di Termoli
ISOLE TREMITI _ La minaccia incombente di un’ecocatastrofe dovrebbe interessare tutti, ma ciononostante ognuno si preoccupa soltanto degli aspetti che vanno a toccare il proprio interesse personale, trascurando di riconoscere che lo scandalo risulti ormai di levatura globale. Ciò che maggiormente spaventa, non è certo la possibilità che un giorno Lucio Dalla aprendo la finestra invece di questo paesaggio meraviglioso si ritrovi davanti una piattaforma, o che i residenti della comunità locale non riescano più a godere i frutti di quelle attività che risultano saldamente connesse al flusso turistico. Purtroppo è la somma tragica dell’intero contesto ambientale nel Gargano che andrebbe affrontata con decisione.

I permessi di ricerca petrolifera sono solo la particolare sfaccettatura, sia pure determinante, di una questione che non dovrebbe neppure sussistere se gli organismi di tutela ambientale avessero fatto il proprio dovere con etica coscienziosa. Basti considerare che all’interno del Parco Nazionale del Gargano hanno cercato spesso d’infiltrarsi personaggi pesantemente compromessi con la faccia più inquietante della politica.  »

Occorre ormai riconoscere che per troppo tempo ci si è trastullati a giocare col fuoco, e la situazione attuale ne è il risultato. Al momento è stato sollevato un gran chiasso, ma quanto può durare l’effetto? E soprattutto, chi ci tranquillizza riguardo al pericolo che il generale orrore per le trivelle possa finire strumentalizzato in qualità di  comodo pretesto per oscurare l’aspetto di crimini ambientali altrettanto esecrabili?

Perché nessuno ha parlato, nel corso della manifestazione termolese, dei veleni stivati nelle navi affondate ad arte? E come mai non si è affrontata neppure la minaccia di un cancro spaventoso come quello della ventilata cementificazione che rischia di penalizzare l’isola di San Domino con la creazione di un probabile “orto dell’inferno“?

Intanto, nel corso della protesta popolare al porto di Termoli si è registrato il trionfale arrivo di Lucio Dalla, intervenuto per proclamare anch’egli la propria indignazione a fronte della fattispecie concernente le indagini di ricerca petrolifera. Bravo Lucio! Ci mancherebbe che proprio lui, tremitese d’adozione, avesse ignorato la questione. E anzi ha fatto di più, promettendo generosamente di organizzare per il prossimo 30 giugno alle Tremiti un concerto in coppia con Francesco De Gregori. Da parte mia intendo per primo rallegrarmene, al modo stesso in cui m’indignai a suo tempo per certe uscite del cantante che dichiarava pubblicamente la propria adesione all’intento di chi si apprestava ad accogliere nelle Isole Tremiti un petroliere africano, ricchissimo dittatore, terrorista sanguinario, assassino impenitente, responsabile di molte carneficine, insomma un macellaio della trista portata di quel Muhammar Gheddafi che – concludeva l’artista – “mi sta pure simpatico”.

Capisco bene, una battuta infelice può capitare anche al migliore degli uomini. Ma ciò che d’altra parte maggiormente importa è comprendere la “gaffe”. E il popolare Lucio sembra essersene reso conto. 

Ritengo necessaria un’altra precisazione, in quanto poco tempo fa ho cercato di spronare il cantante suddetto a prodigarsi in favore delle Tremiti, sottolineando nella fattispecie il serio impegno a favore dell’ambiente profuso dall’amico Franco Battiato, che portavo ad esempio in modo eloquente. Può darsi che la decisione attuale di Dalla non sia nemmeno estranea all’episodio e che questo abbia potuto determinare pertanto un positivo spirito di emulazione in senso analogo. Senza con ciò nulla voler togliere all’encomiabile progetto di Lucio Dalla.

Recentemente, a seguito della suddetta posizione illustrata in un mio articolo, un oscuro supporter del cantautore bolognese aveva commentato, “tout  court”, che il sottoscritto “non può soffrire Lucio Dalla”. La verità sta nettamente all’opposto, se si tiene conto che riguardo a Dalla fui un suo sostenitore  della prima ora, in tempi non sospetti. Infatti già negli anni settanta (erano i tempi “eroici” del successo di “Anidride Solforosa”) in qualità di Presidente del Circolo Artistico “Diapason” lo scritturai per un concerto in teatro a Bolzano. Quanto infine alla mia stretta simbiosi con le Isole Tremiti, essa viene da molto lontano, se vogliamo considerare che ne respiravo l’aria già in tenera età, fin dai primi anni quaranta, allorché la mia famiglia risiedeva in quel di Foggia e la Mamma soleva condurre abitualmente me e il mio fratello maggiore alla volta dell’Arcipelago.

Concludendo, nella fiduciosa certezza che il senso delle mie parole non venga equivocato in alcun modo, mi rallegro dunque per la fondamentale scesa in campo dell’Artista bolognese.  

Oggi possiamo ben dire: meno male che Lucio c’è.

In tale contesto, vorrei concludere augurando a me stesso come a tutti gli spiriti seriamente impegnati nella conservazione dell’ambiente, che alla resa dei conti finale sul piatto della bilancia possano rimanere solide garanzie di  provvedimenti efficaci, al di là di un concerto pur sempre gradevole, di alto spessore artistico, esaltante per la nutrita platea, ma di per sé insufficiente a garantire l’uscita definitiva dall’emergenza in atto.