
Resta lo strappo che si compie e l’amarezza che in Molise, un cittadino qualunque, nel 2000 presentò un ricorso al TAR per chiedere l’annullamento delle elezioni regionali vinte dal Centro-Sinistra a causa di 12 firme mancati sulle 750 necessarie nella lista dell’UDEUR. Ebbene nonostante il pronunciamento popolare fosse stato chiaro con un’affermazione netta dell’Unione il Consiglio di Stato decretò lo scioglimento del Consiglio Regionale e fu necessario tornare alle urne a novembre del 2001.
In quel caso bastarono 12 firme su 750 in una delle tante liste che sostenevano il candidato Presidente del Centro-Sinistra a annullare la validità del voto dei cittadini e la volontà popolare, nonostante che com’è noto l’elettore esprime due voti distinti alle regionali ( il primo sul candidato alla Presidenza e il secondo sulla lista di partito per il candidato consigliere ).
Quindi per il caso Molise il candidato del Centro-Sinistra, Giovanni Di Stasi, aveva vinto le elezioni e al massimo poteva essere esclusa l’unica lista di partito non in regola. Invece no, il Molise a novembre 2001 tornò al voto con grandi fortune per il candidato sconfitto del Centro-Destra e del cittadino qualunque che ha fatto carriera. Sarà che i tempi cambiano o sarà che le leggi per gli avversari si applicano e per gli amici si interpretano, ma nessuno può convincerci della bontà di un provvedimento sbagliato.
Michele Petraroia
Coordinatore della Segreteria Regionale del PD MOLISE