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USB“La mobilitazione non può fermarsi. Il disastro di Termoli è il simbolo di una manovra economica che condanna l’industria italiana alla regressione, scaricando tutto sui lavoratori”.

TERMOLI – La possibile rinuncia di ACC alla Gigafactory di Termoli arriva mentre il Governo Meloni presenta una manovra economica che “non stanzia un euro per salvare l’industria, non interviene sul costo dell’energia, non pianifica la transizione e non impone alcuna condizionalità agli incentivi pubblici”. Il risultato, secondo USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale, è “un disastro annunciato, che oggi esplode in tutta la sua gravità”.

La Gigafactory, sbandierata per mesi come simbolo della “transizione italiana”, si rivela “un’operazione di propaganda, utile solo a coprire il progressivo disimpegno di Stellantis dal Paese”. Mentre in Spagna e Germania gli investimenti industriali vengono blindati da interventi pubblici concreti, “il Governo italiano si è limitato ai comunicati trionfalistici e ai tagli di nastro immaginari”.

Nel frattempo, “Stellantis ha svuotato stabilimenti, smantellato produzioni, aperto esodi incentivati e trascinato l’intero comparto automotive nella peggior crisi della sua storia”. Oggi si prova a scaricare tutto sui “costi dell’energia” o sulla “scarsa domanda di auto elettriche”, ma per USB “senza una politica industriale pubblica, senza controllo della filiera energetica e senza vincoli sugli incentivi, la transizione non è mai stata credibile. Sono responsabilità politiche precise”.

Le richieste di USB:

  • Tavolo d’emergenza pubblico su Termoli con Governo, Regione e sindacati reali;
  • Coinvolgimento diretto dello Stato nella filiera automotive e mobilità sostenibile;
  • Verifica degli impegni industriali assunti da Stellantis e ACC con fondi pubblici, con sospensione o revoca degli incentivi in caso di inadempienza;
  • Reddito di transizione al 100% per lavoratrici e lavoratori colpiti dalle trasformazioni digitali, energetiche e tecnologiche.

USB conclude: “La mobilitazione non può fermarsi. Il disastro di Termoli è il simbolo di una manovra economica che condanna l’industria italiana alla regressione, scaricando tutto sui lavoratori”. Per questo il sindacato ha sollecitato tutti allo sciopero generale del 28 novembre e alla manifestazione nazionale a Roma del 29 novembre“Per difendere Termoli. Per difendere l’industria. Per difendere il Paese”.