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Oltre trecento ragazzi in corteo nel centro cittadino per difendere l’ospedale San Timoteo e il diritto alla salute. La voce della protesta: “Non siamo una generazione immobile”.

Manifestazione studenti di Termoli contro tagli Sanità molisana

TERMOLI – Non è stata la solita mattinata tra i banchi di scuola. Oggi le strade di Termoli hanno vibrato sotto i passi e la passione di circa trecento ragazzi degli istituti superiori. Armati di striscioni e di una consapevolezza che va ben oltre la loro età, gli studenti hanno sfilato in corteo urlando a gran voce “Giù le mani dalla sanità” e “La sanità in Molise è un diritto”. La loro non è una semplice protesta, ma un vero e proprio atto di cura verso il proprio territorio, culminato in piazza Sant’Antonio. Qui, l’energia e la preoccupazione si sono unite contro il Piano Operativo Sanitario (POS) e lo spettro, spaventoso per un’intera comunità, della chiusura del vitale reparto di Emodinamica dell’ospedale San Timoteo.

A dare un volto e un’anima a questa mobilitazione è stato Manuel Di Fazio, rappresentante dell’Istituto Boccardi di Termoli. Con le sue parole ha voluto spazzare via ogni dubbio sulla genuinità dell’iniziativa, difendendone la purezza civica: “Siamo qui a manifestare per portare avanti la parola degli studenti e delle studentesse, della comunità studentesca dell’intero Basso Molise per quanto riguarda il tema della sanità. Il tema della sanità è un tema delicato. Oggi siamo qui in piazza senza alcun tipo di colore politico, senza alcun tipo di connotazione politica”.

È il ritratto di una gioventù che si rifiuta di voltarsi dall’altra parte quando in gioco c’è la salute dei propri cari. “Siamo qui in piazza perché gli studenti e le studentesse dell’intero Basso Molise mostrano oggi una sensibilità veramente incredibile per un tema così importante”, ha spiegato con orgoglio Di Fazio, scardinando i cliché che troppo spesso accompagnano i suoi coetanei. “Spesso noi ragazzi veniamo targati come una generazione immobile, una generazione appiattita. Siamo l’esatto contrario. Abbiamo visto le mobilitazioni di settembre, quelle di ottobre, quelle di novembre di un anno e mezzo fa e quella di oggi”.

L’entusiasmo della piazza si affianca però a una lucida e amara analisi della realtà. I ragazzi conoscono bene i rischi di tagli che minacciano di svuotare le strutture sanitarie regionali. Il loro messaggio finale è un appello accorato e fermo a chi decide: “La sanità è un tema veramente importante e oggi siamo qui per dire no a un Piano Operativo Sanitario che prevede la chiusura del reparto di Emodinamica di Termoli, la chiusura del punto nascite di Isernia e provvedimenti veramente incresciosi per l’ospedale di Agnone. E oggi, come comunità studentesca del Basso Molise, siamo qui per dire no a questi assurdi provvedimenti”.