Padre Stefano De Luca e il giornalista Roberto Cetera a Termoli per raccontare la guerra in Medio Oriente.

TERMOLI – “Al di là di ogni facile supposizione, la pace, come dice Jacques Derrida, è l’impossibile perché è ciò che non c’è. La pace è nemica della reciprocità. Noi la immaginiamo come un senso di giustizia, di equilibrio tra le parti: do ut des. Ed invece, proprio in questo si nasconde il tranello di ogni guerra. La pace è, quindi, nemica della reciprocità perché una delle due parti in causa deve necessariamente rimetterci. La pace è a perdere.” Così, a Termoli, il missionario in Terra Santa e archeologo, Padre Stefano De Luca, frate minore del convento di San Matteo a San Marco in Lamis, intervenuto alla conferenza del Lions Club Termoli Host: “Da Gaza al Libano: la pace impossibile tra storia, politica, conflitti e giustizia”.
L’iniziativa è del Lions Club Termoli Host, organizzata insieme all’Ordine dei Giornalisti del Molise. A moderare l’incontro è stata la giornalista e scrittrice Antonella Salvatore, collaboratrice ANSA e direttrice di myNews.iT. Presenti anche gli assessori del Comune di Termoli, Michele Cocomazzi e Paola Cecchi, che ha portato i saluti dell’amministrazione, seguita dall’intervento del Vescovo di Termoli-Larino, Monsignor Claudio Palumbo. Il presidente del Lions Club Termoli Host, Nicola Muricchio, ha poi spiegato le ragioni dell’incontro, ricordando come il dialogo rientri tra i valori fondanti del movimento lionistico e come la promozione della pace non sia per il club un tema occasionale.
Tra i relatori, il giornalista Roberto Cetera, collaboratore de L’Osservatore Romano, inviato a Gerusalemme durante l’escalation della guerra del 7 ottobre 2023 tra Israele e Hamas. Da quattro anni segue da vicino il conflitto, e non si limita a riportare le cronache: racconta la complessità di un quadro che è insieme politico, antropologico e culturale.
“Cerco di raccontare la difficoltà del raccontare una guerra” – dichiara-. “Negli ultimi 4 anni ho seguito la situazione palestinese da Gerusalemme e, dal 7 ottobre 2023 in poi, la guerra a Gaza. Per tutti i corrispondenti è stato molto difficile perché non si è potuto entrare a Gaza.” E aggiunge: “Una delle caratteristiche della fase che si è aperta dal 7 ottobre, sviluppatasi dopo l’elezione di Donald Trump a Presidente d’America, è il carattere dell’imprevedibilità che permane tuttora. L’unica cosa che mi sento di dire: sembra che a dare le carte in questa partita sia più Netanyahu che Trump.”
Sulle motivazioni del conflitto, Cetera non usa mezze misure: “È una guerra che dura da 80 anni. Le motivazioni sono molto profonde e non vedo spiragli per una pace stabile, la cui unica condizione è quella di due popoli in due Stati e, quindi, del riconoscimento dell’autonomia e indipendenza al popolo palestinese. Purtroppo non ci sono le condizioni: Israele ha fatto tabula rasa degli accordi di Oslo del ’93 ed ha cancellato di fatto l’esistenza dell’Autorità Nazionale Palestinese. Credo che ci siano dei motivi più profondi, non solo politico-militari, alla base della lunga guerra e, uno di questi, è il tema di una distanza antropologica e culturale molto forte che c’è tra palestinesi e israeliani di religione ebrea. Questo rende molto difficile la comunicazione. I due popoli, paradossalmente, vivono sulla stessa terra ma non si conoscono l’uno con l’altro ed è una conoscenza, oggi, molto difficile da realizzare per via di ostacoli, barriere dei checkpoint, limiti alla mobilità per il popolo palestinese.”
Nel corso della conferenza è intervenuto anche Domenico Fabbiano, che ha illustrato i risultati dell’attività del Lions Club nell’anno sociale in corso: ore di volontariato, raccolte fondi, progetti nelle scuole e iniziative di supporto alle famiglie. Fabbiano ha tenuto a precisare come un convegno su Gaza e il Libano non sia distante dall’attività ordinaria del club, ma ne sia parte integrante: il service passa anche dalla capacità di fare informazione e aprire spazi di riflessione collettiva.
Le conclusioni sono state affidate a Stefano Maggiani, Governatore del Distretto 108 A – Italy, collegato in remoto. Senza retorica, ha chiesto ai soci un impegno concreto e continuo sui temi dei diritti umani, ricordando che la pace non si delega ad altri.










































