Il padre della vittima in stato di fermo dopo una notte di interrogatori. Autopsia fissata per mercoledì.

VASTO – Una morte violenta ha scosso la città abruzzese di Vasto nel pomeriggio di domenica 19 aprile. Andrea Sciorilli, 21 anni, è stato trovato privo di vita nella rampa d’accesso ai garage seminterrati del condominio in cui risiedeva, in Circonvallazione Histoniense. Il giovane presentava evidenti ferite da arma da taglio. Ancora in serata, gli inquilini del palazzo erano impossibilitati a rientrare nelle proprie abitazioni, in attesa che i rilievi degli specialisti si concludessero.
Sul luogo del delitto, gli uomini del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (RIS) hanno lavorato a lungo negli spazi esterni dell’edificio, setacciando anche i bidoni della spazzatura posti davanti al condominio nel tentativo di rintracciare l’arma utilizzata. L’autopsia sul corpo del giovane è stata disposta per la giornata di mercoledì.
Sarebbe stato proprio il padre di Andrea a scoprire per primo il cadavere del figlio e a lanciare l’allarme. La circostanza ha immediatamente attirato l’attenzione degli investigatori, che nella tarda serata di domenica hanno convocato presso la caserma dei Carabinieri di Vasto familiari e conoscenti del giovane per una prima tornata di audizioni.
La svolta nelle indagini è giunta nelle prime ore di lunedì mattina. A confermarlo è stato l’avvocato difensore, Massimiliano Baccalà: il padre del ventunenne si trova in stato di fermo, misura scattata al termine di un lungo interrogatorio protrattosi per tutta la notte.
A fare luce sulla dinamica dei fatti è stato il procuratore della Repubblica di Vasto, Domenico Angelo Raffaele Seccia, nel corso di una conferenza stampa tenuta il giorno successivo presso il Tribunale di Vasto. «Un delitto nato, purtroppo, in un ambiente di contrasti familiari che si sono acuiti in maniera esponenziale negli ultimi tempi», ha spiegato il magistrato. L’ennesima miccia è una lite scoppiata in casa fra i due, mentre la madre è al lavoro. Antonio Sciorilli, 52 anni, dirigente della ASL Lanciano Vasto Chieti, pretendeva che il figlio partecipasse a un corso da istruttore amministrativo a Piacenza, convinto che potesse garantirgli una futura opportunità lavorativa. Andrea si rifiutò.
La discussione, violenta, degenerò in colluttazione. Il padre, secondo la ricostruzione del procuratore, afferrò un’ascia e colpì il figlio tre volte: «all’altezza cranica, all’altezza dello zigomo in maniera più profonda, e crediamo che abbia ricevuto il colpo mortale all’altezza dello sterno». Rimangono ancora poco chiare le modalità con cui i due raggiunsero il garage, dove il ragazzo venne trovato esanime nel primo pomeriggio. All’arrivo delle forze dell’ordine, Antonio Sciorilli era ancora lì, accanto al corpo senza vita del figlio.

































