Il vicepresidente del Consiglio, accompagnato dal sindaco Giuseppe Masciulli, incontra i genitori nella loro casa in contrada Mondola a Palmoli per chiedere il rientro dei minori. L’appello di Salvini: “Hanno sistemato casa, vaccini e istruzione, non capisco cosa si debba aspettare”.

PALMOLI (CH) – Il 27 aprile, il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, si è recato in contrada Mondola, nel comune di Palmoli, per portare la propria solidarietà a Natan e Katherin, i genitori della cosiddetta “famiglia nel bosco” a cui sono stati sottratti i figli. Ad accoglierlo davanti all’abitazione c’era il sindaco di Palmoli, Giuseppe Rosario Masciulli. Durante l’incontro, Salvini ha analizzato la complessa vicenda legata al modello educativo alternativo scelto dalla coppia, sottolineando l’adempimento di tutte le prescrizioni richieste dalle autorità e criticando il danno emotivo arrecato ai minori: “Ogni giorno in più di lontananza dei bimbi da mamma e papà è un giorno perso, è un giorno di sofferenza gratuita inutile. Gli han chiesto sistemate casa, e ce l’ha sistemate. Le questioni sanitarie a posto: vaccinazioni e pediatra sistemate. Le questioni educative: c’è la maestra pronta. La socialità? Aveva più socialità qua senza televisione, telefonino e social network che la metà dei bambini che stanno in centro a Roma o a Milano. Mangiano cose buone, sono più avanti culturalmente di tanti loro coetanei che magari fanno 7×8 ma non distinguono un animale da una pianta. E poi non sono nel bosco…”.
A questo punto, a fargli eco per smontare la narrazione sensazionalistica è intervenuto il sindaco Giuseppe Rosario Masciulli, che ha chiarito la reale ubicazione della casa: “Questa è stata una trovata giornalistica. Loro stanno a 20 minuti da San Salvo e a 30 da Vasto, tant’è che la spesa la facevano a Vasto e San Salvo”.
Subito dopo la precisazione del primo cittadino, Salvini ha ripreso il discorso spiegando il senso della sua visita: “…a me piace sempre superare lo schermo, i titoli di giornale, e andare a capire, a toccare, a incontrare, ad ascoltare. Io gli ho detto che pur essendo vicepresidente del Consiglio e ministro, posso arrivare fino a un certo punto, perché poi c’è l’autonomia della giustizia e degli assistenti sociali. Gli ho garantito che la maggior parte degli italiani capiscono e sostengono la loro situazione”.
Il Ministro ha poi risposto alle considerazioni della curatrice speciale dei minori, la quale aveva messo in dubbio la sufficienza degli adeguamenti materiali per recuperare la competenza genitoriale: “Non so che competenze abbia la signora… so per certo che i bimbi dopo 5 mesi di reclusione stanno peggio di quanto non stessero 5 mesi fa. Voi siete entrati: i pannelli solari, il bosco, il fiume, le piante, l’asino… certo, hanno un modello educativo diverso da quello usuale. Sì, questo è un reato? No. C’è violenza, droga, alcol, abuso? No. Quindi non vengono tolti i bambini che stasera vivono nella cacca con genitori che rubano, se va bene. E quindi son sicuro che tutti hanno agito in buona fede. Sicuramente non c’è stata mala fede da parte di nessuno, probabilmente qualcuno ha sbagliato valutazione. La domanda da farsi è: dopo 5 mesi i bimbi stanno meglio o stanno peggio? Punto di domanda. Non serve la perizia psichiatrica”.
In conclusione, Salvini ha espresso il suo sdegno per la situazione di due genitori descritti come cittadini equilibrati e integrati: “Sono due genitori equilibrati, parlano l’inglese, l’italiano, il tedesco, lo spagnolo e il giapponese. Hanno vissuto esperienze lavorative in tutto il mondo, han scelto l’Italia per crescere i loro figli in serenità, e l’Italia risponde lì. Io mi vergogno. Io mi vergogno e spero che i bimbi… non hanno festeggiato il compleanno che era a marzo, la bimba lo festeggia a luglio, siamo a fine aprile, anche basta. Anche basta. Speriamo che maggio sia il mese giusto. I tempi sembrano allungarsi, però per me già una settimana era troppo, 5 mesi fuori dal mondo”.












































