Il Consiglio Comunale di Termoli vota il ricorso al TAR contro il Piano Operativo Sanitario 2026-2028.

TERMOLI – Quattro ore e mezza di lavori, dalle 18:00 alle 22:30, sala consiliare piena, nessun voto contrario. Il Consiglio Comunale di Termoli si è riunito ieri in seduta monotematica per discutere il Piano Operativo Sanitario 2026-2028 della Regione Molise, che prevede la chiusura del reparto di Emodinamica dell’ospedale San Timoteo entro il 31 ottobre prossimo e la chiusura del Punto Nascita di Isernia, lasciando il solo Cardarelli di Campobasso come hub regionale. La risposta dell’assemblea è stata compatta: ordine del giorno approvato all’unanimità, con tre impegni concreti – tutela del diritto alla salute, ricorso al TAR contro il POS, e richiesta all’Asrem di garantire i servizi salvavita. Un risultato che, al di là delle divisioni politiche abituali, ha visto maggioranza e minoranza firmare insieme.
Ad aprire la seduta il presidente del Consiglio Comunale Annibale Ciarniello, che ha dato lettura del deliberato all’ordine del giorno del consiglio comunale: «Il diritto alla salute è un principio fondamentale garantito dall’articolo 32 della Costituzione italiana. Con la recente emanazione del nuovo POS è stata prevista la disattivazione del laboratorio di emodinamica del presidio ospedaliero San Timoteo di Termoli… è necessario un confronto trasparente per definire azioni concrete a tutela dei servizi sanitari essenziali e soprattutto delle malattie tempo-dipendenti».
A seguire, il Primario di Cardiologia del San Timoteo, Gianludovico Magri, ha portato i numeri in sala: «Quando trattiamo l’infarto acuto, l’essenziale è trattarlo il prima possibile: prima riapriamo una coronaria e meno danni lasciamo al paziente. La percentuale di pazienti con infarto acuto che hanno subito un intervento di vascolarizzazione entro 90 minuti nel nostro reparto è stata superiore al 90%. Da gennaio ad oggi stiamo lavorando a pieno regime… e prevediamo a fine anno di arrivare a quella soglia delle 250 angioplastiche, che sono il limite del decreto Balduzzi per mantenere aperta un’unità».
L’assessore regionale Michele Marone ha portato i saluti del presidente Francesco Roberti, impegnato a Campobasso, chiarendo la posizione della Regione: «Questo programma operativo 2026-2028 non è stato condiviso da questo governo regionale. Il presidente, unitamente al suo governo regionale, ha già redatto delle osservazioni inviate al Ministero per cercare di rivedere il piano… È necessario che il presidio San Timoteo non venga privato di questi servizi, per tutta la collettività molisana e non solo… sarebbe una disgrazia drammatica non poter riuscire a dare le cure necessarie».
Il Senatore Costanzo Della Porta ha illustrato il lavoro in corso a Roma per modificare il quadro normativo: «Il decreto Balduzzi voluto dal governo nel 2015… in questi 10 anni non ha prodotto risultati positivi per le piccole regioni. Stiamo già approntando un emendamento a testo DDL che in qualche misura deroga proprio al Balduzzi. L’obiettivo è sospendere immediatamente le chiusure disposte dal piano operativo, e questo in maniera immediata».
Il sindaco di Petacciato Antonio Di Pardo ha riportato il ragionamento al piano umano: «La salute in primis e il lavoro non devono fare differenziazioni di colorazione politica. Non dobbiamo assolutamente accettare che ci diano dei parametri e degli schemi numerici su cui stare… un caso che vale la vita umana di una persona va rispettato in pieno».
Per il Comune di Campobasso sono intervenuti i consiglieri Mimmo Esposito e Salvatore Colagiovanni. È stato Esposito a richiamare tutti a un’unità territoriale concreta: «Basta con le battaglie di bottega politica tra di noi; noi siamo unici solo se rimaniamo insieme, siamo molisani. Se continuiamo ad essere piccoli e litigiosi, poco porteremo a casa».
Si è poi aperto il dibattito tra i consiglieri comunali di Termoli. Marcella Stumpo ha messo al centro la gerarchia dei valori in gioco: «Noi abbiamo diritto a vedere tutelata la nostra salute e, per una volta, il bilancio qui non può sopravanzare il rispetto dell’articolo 32 della nostra Costituzione. Basta col piano di rientro dal disavanzo, dobbiamo puntare ai cittadini con un piano di risanamento e di investimenti».
Costanzo Pinti ha spostato l’attenzione su un effetto collaterale spesso sottovalutato, la fiducia: «Le chiusure annunciate prevederebbero un aumento sicuramente della mortalità […] ha parlato fondamentalmente di una cosa che mi ha colpito, che è la fiducia in un ospedale, in un reparto. Perché se crolla la fiducia nei cittadini, chiaramente i cittadini vanno a curarsi altrove. Le chiusure sono sempre una iattura perché indeboliscono il sistema […] annunciare delle chiusure è sempre una iattura».
Giuseppe Spezzano ha attaccato la logica dei parametri numerici del decreto ministeriale, rivendicando il suo ruolo di rappresentante dei cittadini: «Io non voglio rappresentare nessun gruppo politico, io parlo quale rappresentante del popolo […] Il Balduzzi esiste dal 2012 […] qual è l’altro criterio che Balduzzi non considera e che quindi deve essere fatto considerare? Il tempo. […] Non se ne può fare solo una questione di densità di popolazione, secondo me se ne deve fare necessariamente una questione di persone […] il Balduzzi va derogato, va cambiato, va trasformato, va annullato».
Alberto Montano ha portato quarant’anni di esperienza sanitaria sul territorio, ricordando all’aula da dove viene la cardiologia molisana: «Sono entrato in ospedale nel 1986, vi assicuro rappresentava il riferimento di un’area vasta che andava da Lanciano a tutta l’alta provincia della Foggia. Tutti venivano a Termoli a curarsi […] E così come ho vissuto quell’epoca ho vissuto quella del 1995 quando abbiamo aperto la prima unità di emodinamica qui a Termoli, la prima sala di emodinamica nell’intera regione è stata aperta a Termoli nel nostro ospedale, nella nostra cardiologia. E una delle prime unità coronariche è sempre stata aperta qui a Termoli. Quindi la storia della cardiologia del Molise è una storia che non solo va difesa, ma va aiutata e sviluppata. […] Noi oggi abbiamo un ospedale da difendere; fino a 5 anni fa avevamo un sepolcro imbiancato che non serviva».
Manuela Vigilante ha portato in aula la testimonianza più personale della serata: «Esprimo la mia piena totale e ferma contrarietà a questo piano operativo sanitario regionale. Quello che ci viene presentato come una nuova e semplice riorganizzazione in realtà altro non è che l’ennesimo e inaccettabile smantellamento del diritto alla salute del nostro Molise […] Dobbiamo parlare chiaramente: l’emodinamica non è un servizio secondario, l’emodinamica è un reparto salvavita. Di fronte a un infarto ogni singolo minuto conta e l’intervento tempestivo fa la differenza tra la vita e la morte di una persona. Scusatemi, ma io sono qui e in aula c’è mio zio, il 7 di maggio con infarto… e se non c’era il reparto di emodinamica, andremmo a pregare che è morto. Ecco, invece, ringraziamo Dio, ed è stata un’équipe fantastica e quindi questo va sottolineato. Chiudere questo presidio significherebbe nel nostro territorio allungare i tempi di trasporto verso altri ospedali, che sia Campobasso o che siano delle regioni confinanti, costringendo le ambulanze a viaggiare su strade che conosciamo bene, che sono piene di insidie, che spesso sono impraticabili».
Nicola Felice ha puntato sull’urgenza di una norma ad hoc: «Noi dobbiamo parlare per l’intero Molise, perché qui è in gioco non un territorio, ma una regione. Bisogna prospettare un decreto Molise che accolga specificatamente le deroghe che il decreto attuale non ci consente per la scarsa popolazione».
Oscar Scurti ha allargato la visuale all’impatto economico e turistico: «La chiusura dell’emodinamica riguarda un reparto troppo importante, non è un presidio di lusso che si può anche chiudere. Qua si parla dello sviluppo e dei problemi di tutto il territorio, un territorio che ha un nucleo industriale e un turismo molto importante».
Vincenzo Sabella, a nome della maggioranza, ha rivendicato la paternità dell’iniziativa consiliare: «Il giorno dopo la presentazione ufficiale del POS, noi come Centrodestra, come gruppo di maggioranza, abbiamo fatto la proposta di questo consiglio monotematico, proprio perché quello che era contenuto in quel POS non ci stava bene. Vogliamo prendere le difese del territorio, di Termoli, dell’ospedale e dell’emodinamica».
A chiudere i lavori il Sindaco Nicola Balice, con un intervento che ha alternato richiami all’unità politica e qualche stoccata diretta ai colleghi: «Buonasera a tutti […] ho apprezzato molto gli interventi degli invitati, come ho apprezzato molto l’intervento della consigliera Stumpo, con la quale mi trovo molto d’accordo questa sera. Mi trovo molto d’accordo perché ci ha dato una visione che condividiamo, che poi è stato anche l’impulso per stimolare questo consiglio monotematico, che formalmente è stato promosso dalla maggioranza di centrodestra ma sostanzialmente, ribadisco, come sia stato condiviso da tutte le forze politiche di questa sala consiliare. In questo momento dobbiamo vivere una sorta di maturità politica importante, nel senso che basta con le denunce, oggi dobbiamo essere propositivi. […] E faremo questo ricorso in maniera ferma e determinata nei confronti del POS, e in special modo per l’Emodinamica di Termoli. Perché, come dicevate anche voi con decisione, Termoli non è solo l’abitante di Termoli, d’estate Termoli è un bacino esteso, Termoli è un ambito territoriale — saluto i sindaci che questa sera hanno avuto la pazienza di ascoltarci — è un ambito territoriale di 100.000 abitanti con 34 comuni che si servono qui per le patologie tempo-dipendenti, per le acuzie di varia natura ma anche per le visite specialistiche. Il ricorso in questo momento è necessario, è indispensabile perché è inaccettabile che possa essere applicato questo POS. Dopo dobbiamo essere lungimiranti e dobbiamo creare le condizioni perché quel benedetto, chiamiamolo “Decreto Molise”, chiamiamolo come vogliamo, ma abbia una stabilità che provenga dal legislatore, che passi dalla Regione e che arrivi sui territori rendendoli ancora più virtuosi di quanto lo sono ora. Così come in questo momento è virtuoso l’ospedale di Termoli, così come sono virtuose le sue professionalità, così come è virtuoso il reparto di Emodinamica. Quindi avanti tutta insieme. Basta denunce. Basta. Quando dobbiamo litigare lo facciamo da me, in sala giunta, dovunque sia, ognuno con le proprie idee, ma basta denunce. Ora cerchiamo di essere propositivi. Grazie».
Il presidente Annibale Ciarniello ha quindi sospeso la seduta per predisporre la stesura del testo definitivo dell’ordine del giorno. Al rientro in aula, prima della votazione finale, hanno preso la parola anche i consiglieri regionali Alessandra Salvatore, Vittorino Facciolla e Roberto Di Pardo. Ciarniello ha poi dato lettura del deliberato, approvato all’unanimità dei presenti, a sottolineare l’impegno congiunto di maggioranza e minoranza:
«1) Si impegna il Sindaco e la Giunta, anche stimolando le parti politiche regionali e nazionali, ad intraprendere tutte le iniziative necessarie per superare il Piano di Rientro del disavanzo e passare al Piano di risanamento con investimenti pluriennali per tutelare i presidi sanitari esistenti e garantire il diritto effettivo alla salute dei cittadini molisani che non può essere compresso da vincoli di bilancio, dal numero degli abitanti e dai parametri definiti dal DM 70 2015;
2) Promuovere un’azione coordinata con altri comuni, enti territoriali, comitati civici e rappresentanze sanitarie volte alla proposizione di un ricorso al TAR anche con richiesta di sospensione cautelare contro il POS e gli atti consequenziali;
3) Invitare l’Asrem ad adottare tutte le misure necessarie ed opportune al fine di continuare a garantire i servizi salvavita presso l’ospedale San Timoteo di Termoli». La lunga assise civica, iniziata alle ore 18:00, è terminata alle 22:30.



































































