Quarto appuntamento con il ciclo “Organizzare la Pace” nel cortile della Curia Vescovile. Il medico ed ex europarlamentare svela i meccanismi di privatizzazione e finanziarizzazione che minano il diritto universale alle cure. Pax Christi, Assemblea Palestina Libera e Movimento dei Focolari uniti per la difesa dei principi costituzionali. Il resoconto di Marcella Stumpo.

TERMOLI – “Prosegue a Termoli, con il quarto appuntamento, il programma ‘Organizzare la Pace’: quattro eventi pubblici tra maggio e giugno, organizzati da Pax Christi, l’Assemblea Palestina Libera Basso Molise e il Movimento dei Focolari Italia”. Un impegno condiviso per la tutela dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione italiana: la tutela della salute, l’istruzione, l’accesso ai servizi sociali, il lavoro, il diritto alla casa, l’accoglienza. Diritti messi in crisi dal cosiddetto Warfare, che sta minando i principi su cui si è fondato per decenni il Welfare State.
Vittorio Agnoletto, medico, attivista ed europarlamentare dal 2004 al 2009, ha presentato il suo ultimo libro “L’INDUSTRIA DELLA SALUTE. Farmaci, privatizzazioni e affari. Ecco perché un’altra medicina è necessaria” mercoledì 17 giugno alle 18:30. L’evento, inizialmente previsto nella Sala “Ecclesia Mater”, si è svolto nel suggestivo cortile del Palazzo della Curia Vescovile in piazza S. Antonio, per accogliere un pubblico numeroso e partecipativo.
La nostra Costituzione riconosce la tutela della salute come diritto universale e il Servizio Sanitario Nazionale, istituito con la Legge 833 del 1978, ne garantisce il carattere universalistico e solidaristico. Oggi, però, la possibilità di curarsi appare sempre più dipendente dal singolo portafoglio.
“Si parla tanto di ‘sicurezza’, ma quello che noi chiediamo sono il rispetto dei diritti come ‘le sicurezze’: abitativa, dell’istruzione nelle scuole, del lavoro e nei luoghi di lavoro, la sicurezza energetica, ambientale, territoriale, idrica, nei trasporti e, soprattutto, la sicurezza come il diritto alla tutela della salute. Le Sicurezze sono sempre ‘per’ e mai ‘contro’; la Sicurezza è sempre ‘contro'”, si legge nel comunicato stampa a firma di Antonio De Lellis e Salvatore Russo.
Secondo il recente Rapporto di ricerca di Archivio Disarmo “Europa: quale difesa?”, IRIAD, maggio 2026, per i cittadini europei rimane prioritaria la voce “occupazione, affari sociali e sanità pubblica” ma viene riconosciuta una crescente importanza, negli ultimi cinque anni, alle funzioni della difesa e della sicurezza, che hanno superato quelle della protezione ambientale e climatica e della edilizia abitativa. “Ci chiediamo ‘cosa serve avere un carrarmato se poi non abbiamo un reparto d’ospedale o una scuola’?”, sottolineano gli organizzatori, evidenziando come la martellante propaganda politica e mediatica abbia modificato la percezione a tal punto che si ritiene utile spendere in armamenti piuttosto che in abitazioni, strutture sanitarie e scuole.

L’ECLISSI DEL DIRITTO ALLA SALUTE.
Il resoconto di Marcella Stumpo
«Un pubblico numeroso e attento ha partecipato ieri sera nel cortile della Curia Vescovile a Termoli all’incontro con Vittorio Agnoletto, medico, protagonista dei Social Forum mondiali di Porto Alegre e Genova, e attivista per i diritti umani, per la presentazione del libro “L’industria della salute”.
L’iniziativa si inserisce e chiude, per ora, il ciclo di attività iniziate con l’assemblea pubblica sulla sanità in Molise e continuato con la presentazione del libro “Il diritto del più forte” organizzato a Termoli dall’Assemblea Palestina Libera Basso Molise, Pax Christi e Movimento Focolari.
Partendo dalla progressiva distruzione in atto in tutta Italia di quello che era il più bel sistema sanitario del mondo, l’autore ha dimostrato come ormai sia necessaria un’altra medicina, che restituisca il diritto universale alla salute ai cittadini, sottraendolo a quello che è ormai un gigantesco giro di affari e di finanziarizzazione delle cure.
Con passione e con un linguaggio chiaro e coinvolgente, Agnoletto ha ripercorso, partendo dalla realtà della Lombardia dove vive, le tappe di uno stravolgimento totale dei principi costituzionali e della riforma del 1978, portando esempi infiniti di come la privatizzazione della sanità ci stia privando del diritto alla vita. Privatizzazione che avviene purtroppo con la piena e cosciente disponibilità del sistema pubblico, più che pronto a livello nazionale ed europeo a lasciarsi sottrarre i propri compiti istituzionali e a delegare al profitto privato la vita dei cittadini.
La disparità altissima di durata della vita addirittura tra quartieri della stessa città, l’influenza del livello di istruzione sulla possibilità di invecchiare in salute, la crescente rinuncia alle cure da parte di chi non può pagare prestazioni mediche, l’enorme influenza di Big Pharma sulle scelte politiche dei governi, l’assoluta necessità di modificare immediatamente il rapporto pubblico-privati convenzionato dentro il Servizio Sanitario Nazionale: questi sono solo alcuni dei molteplici aspetti toccati nel libro e discussi ieri sera.
In questo quadro sconfortante, Vittorio Agnoletto ha invitato tuttavia a non sentirsi sconfitti: “si può e si deve reagire, con l’informazione, con l’attivismo dei gruppi locali che offrono consulenza e assistenza per ottenere prestazioni mediche nei tempi giusti, con la pressione popolare e con la forza dei movimenti dal basso: tutte azioni che possono fare la differenza, ed evidenziare lo stretto legame tra investimenti in armi, distruzione ambientale e smantellamento parallelo del sistema sanitario pubblico e della scuola, coinvolgendo così anche in questa lotta anche i giovani, punto di forza nella costruzione di questa necessaria lotta al potere del denaro”».















