Un presidio in piazza il 2 giugno rilancia il “no” al riarmo e difende il Servizio Sanitario Nazionale, il lavoro e lo stato sociale.

TERMOLI – Il 2 giugno non è solo una data sul calendario. Per Roberto De Lena e la rete di associazioni che rappresenta, è il momento di rivendicare un’idea di Repubblica diversa da quella che sfila nei cortei militari: una Repubblica fatta di assistenti sociali, infermieri, insegnanti. Il presidio è stato promosso dal Coordinamento per la Palestina Libera, dal Movimento dei Focolari e dal nodo locale di Pax Christi Italia e da Termoli Bene Comune – Rete della sinistra, in contemporanea con altre piazze italiane mobilitate sullo stesso tema.
«Oggi siamo in piazza come rete di associazioni per festeggiare la festa della Repubblica disarmata. Il presidio è stato convocato dal Coordinamento per la Palestina Libera, dal Movimento dei Focolari e dal nodo locale di Pax Christi Italia. Siamo in piazza insieme a tante altre piazze italiane che oggi si stanno mobilitando per dire che la Repubblica non è quella dei militari, non è quella che riempie le piazze di eserciti, ma è la Repubblica degli assistenti sociali, è la Repubblica degli infermieri e delle infermiere, la Repubblica delle insegnanti, la Repubblica di tutte le persone che pacificamente costruiscono ogni giorno un’Italia di pace.
Oggi ci troviamo su un crinale pericoloso perché l’Europa e l’Italia stanno decidendo di metterci nella direzione del riarmo. Riarmare i nostri paesi vuol dire togliere risorse allo stato sociale, infatti il presidio di oggi è per una Repubblica disarmata: sì allo stato sociale, no allo stato di guerra. In piazza per portare un’Italia di pace, la stessa che diciamo nel ’46 ha scelto la strada della libertà e della Repubblica contro la monarchia e contro il fascismo. E diversi sono i segnali, campanelli di allarme, che invece ci dicono che la nostra società sta andando in un’altra direzione.
Abbiamo sentito anche oggi ai telegiornali di orrende vicende che riguardano lavoratori migranti giù in Calabria, lavoro migrante sfruttato anche nel consolato statunitense americano e anche dalle nostre parti, nel nostro territorio. Purtroppo per noi che facciamo gli operatori sociali sono all’ordine del giorno le notizie di persone che affrontano seri problemi lavorativi e di crisi abitative. I dati ci dicono che in questo momento un europeo su cinque è a rischio di povertà e quindi le politiche del riarmo vanno a incidere negativamente su una situazione già di per sé molto critica.
Quindi siamo in piazza per questo, e ricordiamo anche gli appuntamenti che seguiranno a questo 2 giugno, che sono quello del 10 con il professor Luigi Daniele presso i locali di Ecclesia Mater, dove presenteremo il libro col professore sulla distruzione del diritto internazionale ad opera di chi si sta arrogando oggi il diritto, diciamo auto-nominato, di invadere altre popolazioni, altri paesi liberi.
E il 17 ritorneremo sul tema della sanità, come abbiamo fatto nell’assemblea pubblica di qualche giorno fa, con il dottor Vittorio Agnoletto che ci parlerà dell’industria della salute e delle privatizzazioni in corso del Sistema Sanitario Nazionale. E rilanceremo anche la legge di iniziativa popolare invece per il rilancio per l’appunto del nostro Servizio Sanitario Nazionale, che è la più grande opera di pace diciamo che possiamo difendere e attualizzare oggi.»





































