L’impianto audio cede durante l’inno d’Italia: autorità e cittadini cantano a cappella in Piazza Monumento. Anche in via Adriatica “Bella ciao” intonato a cappella davanti alla targa di Sciarretta. Inaugurata la nuova piazza all’ex mercato coperto. L’amarezza dei firmatari:«Volevamo anche Matteotti e Gramsci».

TERMOLI – La mattina è cominciata con un guasto. In Piazza Monumento l’impianto audio ha ceduto sull’Inno Nazionale. Nessuna interruzione: autorità e cittadini hanno cantato a cappella, davanti al Monumento ai Caduti. Il sindaco Nicola Balice ha aperto gli interventi: «Siamo qui per questa celebrazione che ogni anno cerchiamo di far diventare un auspicio, perché i valori della libertà e della democrazia prevalgano sempre su tutto. Bisogna smetterla con gli slogan e fare in modo che questa giornata celebri davvero i valori costituzionali e non manifestazioni che poi diventano di partito. Dobbiamo avere il coraggio di dire ai giovani che senza libertà, senza civiltà, senza democrazia e senza Costituzione non c’è futuro, ripartendo dall’attualità e avendo il coraggio di insegnare questi quattro valori a chi ci sta intorno».
Mentre in piazza si svolgeva la cerimonia istituzionale, in via Adriatica l’ANPI e Termoli Bene Comune-Rete della Sinistra erano già radunati davanti alla targa dedicata a Basso Sciarretta, l’unico partigiano termolese. Marcella Stumpo ne ha ricordato la figura leggendo una sua poesia: «I suoi resti riposano nel cimitero del piccolo borgo di Rocca Cigliè, dove aveva combattuto come partigiano e dove teneva anche uno dei suoi studi. Coltivava la poesia: “Sento l’erba crescere sulla rocca di Cigliè. Le nuvole continueranno a correre senza fermarsi, io non morirò mai. Soltanto le nuvole continueranno a correre senza fermarsi. Questo è il miracolo, basta crederci”, firmato Basso Sciarretta, partigiano». I presenti hanno quindi intonato Bella ciao a cappella.
Istituzioni e associazioni si sono poi ritrovate all’ex mercato coperto di via Inghilterra per la cerimonia di intitolazione, conclusa con la scoperta della targa. Il luogo si chiama ora “Piazza 25 Aprile 1945”. Il sindaco Balice ha ripreso la parola:«Reiteriamo questa celebrazione su questa piazza che è stata riqualificata. Il 25 aprile ribadisce un “no” perentorio e fortissimo di tutto il popolo italiano a chiunque voglia opprimere, a chiunque voglia essere dittatore. Ribadiamo con fermezza che questa data non corrisponde a slogan o a inni, ma ai valori costituzionali e alla libertà. Da questa piazza ripartiamo per diffondere i valori della democrazia, conoscendo e ricordando anche i conflitti che oggi affliggono il mondo».
Roberto Carluccio, presidente della sezione ANPI di Termoli: «Noi siamo fortunati perché siamo qui a festeggiare, mentre a pochi metri da noi c’è gente che sta morendo. Questa fortuna la dobbiamo coltivare difendendo la nostra Costituzione, che è il nostro faro e che andrebbe finalmente applicata integralmente. La Costituzione garantisce l’articolo 11, il ripudio della guerra. E poi la salute, che vediamo oggi in che condizioni versa; l’istruzione, fondamentale per un pensiero critico; e infine il lavoro, che deve essere dignitoso per tutti, invertendo la rotta rispetto allo sfruttamento a cui spesso assistiamo oggi».
Guido Cannarsa, portavoce dei circa 150 cittadini firmatari della richiesta di intitolazione: «Oggi celebriamo la liberazione dal nazifascismo. Parlo a nome di circa 150 cittadine e cittadini termolesi: siamo noi i firmatari della richiesta e coloro che hanno determinato questa intitolazione. Questa iniziativa nasce dal basso. Proviamo gioia, sì, ma c’è anche un pizzico di amarezza per la mancata concessione di una nostra richiesta più ampia: il nostro obiettivo era triplice e includeva l’omaggio a due figure che rappresentano l’essenza della lotta contro la dittatura, Giacomo Matteotti e Antonio Gramsci. Sarebbe stato bello celebrare tre piazze dedicate a questi valori sempre in questo luogo. Non è stato possibile per ora, ma il nostro impegno non si ferma, ci auguriamo di poterlo fare presto il prossimo 25 aprile in una Termoli che si riscopra ogni giorno di più antifascista».
Ultima parola al sindaco Balice: «È la celebrazione dei valori che appartengono al popolo italiano e che rimarcano il nostro desiderio continuo di pace. Anche le donne e gli uomini in divisa che oggi erano qui, o che sono in missioni straordinarie all’estero, sono un esercito di pace e non saranno mai un esercito di guerra. Questi valori vanno raccontati con determinazione alle nuove generazioni, che a volte camminano distratte: dobbiamo essere noi la parte diligente nel raccontare la storia ai nostri giovani».

































































