Protagonisti in piazza i giovani di Termoli: oltre 500 studenti, docenti e realtà locali, in corteo con USB, ANPI e Termoli Bene Comune, uniti nello sciopero generale per difendere il diritto allo studio, la scuola pubblica e la pace contro ogni logica di precarietà e guerra.

Termoli, 30 ottobre 2026 – Sciopero Studenti

TERMOLI – Anche la città di Termoli ha risposto alla chiamata dello sciopero generale proclamato dall’Unione Sindacale di Base (USB) – Federazione Abruzzo e Molise, inserendosi nella grande mobilitazione nazionale che oggi, 30 ottobre 2026, ha portato oltre un milione e mezzo di persone in più di cinquanta piazze italiane. In concomitanza con la protesta internazionale contro il traffico di armi e l’economia di guerra che ha coinvolto i porti di tutto il mondo, il centro adriatico è stato teatro di un corteo vibrante e partecipato.

A animare le vie del centro cittadino sono stati oltre 500 tra ragazzi e ragazze, insieme a diversi docenti e cittadini, partiti da Piazza Donatori di Sangue per far sentire la propria voce. Una partecipazione trasversale che ha visto la forte adesione e il sostegno convinto di realtà locali come Termoli Bene Comune – Rete della Sinistra e dell’ANPI, scese al fianco degli studenti in lotta per i propri diritti.

Le organizzazioni locali hanno espresso con nettezza le ragioni della mobilitazione, dichiarando: “Non c’è altro posto dove potremmo stare, se non con i giovani che rivendicano il loro diritto di manifestare liberamente contro chi sta rubando il loro futuro, per ridare voce e realtà al diritto di studiare tutte e tutti, senza distinzioni di censo o di provenienza, in scuole sicure e attrezzate e in università che offrano possibilità di alloggio decoroso alla portata di tutti”. Una voce corale che ha unito le istanze studentesche a quelle di chi chiede garanzie sul diritto all’abitare, su una sanità pubblica accessibile e su un lavoro stabile e non precario, lontano dallo sfruttamento delle grandi multinazionali del profitto.

La protesta a Termoli ha fatto proprie anche le rivendicazioni centrali della piattaforma sindacale dell’USB: la richiesta di salari più alti con aumenti veri in busta paga e rinnovi contrattuali per recuperare potere d’acquisto; il ripristino della scala mobile per legare l’aumento dei prezzi a quello di salari e pensioni; il blocco dei prezzi dei beni essenziali (alimentari, energia, bollette, carburanti e affitti) e la riduzione dell’IVA sui beni di prima necessità. Al centro del dibattito in piazza vi sono state inoltre le denunce contro la speculazione e il carovita, oltre a un netto e inequivocabile NO al riarmo e all’economia di guerra, con la richiesta di dirottare le risorse pubbliche su scuola, sanità e servizi sociali anziché sulle spese militari.

Nonostante la precettazione del settore trasporti disposta a livello nazionale, la scelta dell’USB di disobbedire ha trovato a Termoli e nel resto del Molise un terreno fertile di comprensione e appoggio popolare, confermando una risposta corale contro la precarietà e il progressivo impoverimento delle famiglie. Come ribadito nel corso della giornata, la battaglia per i diritti sociali e civili a Termoli si salda indissolubilmente con la ricerca di un futuro basato sulla dignità del lavoro e sulla pace: “E sullo sfondo della battaglia per i diritti, naturalmente, resta il NO inequivocabile a tutte le guerre e al riarmo, che unisce giovani e adulti nella ricerca di un futuro altro possibile”.