myNews.iT - Per spazio Pubblicitario chiama il 393.5496623

Aldo Patricello
VENAFRO _ La morte del Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga impone alcune riflessioni. Dobbiamo rendere omaggio all’uomo e al politico che ha vissuto momenti esaltanti ma anche drammatici nel corso della sua vita privata e politica, ma egli deve essere al tempo stesso un insegnamento per le giovani generazioni. Francesco Cossiga fu l’interprete dell’Italia europeista che ha segnato tutta la storia dal dopoguerra alla caduta del Muro di Berlino.

Egli seppe cogliere prima di tutti proprio in quel novembre 1989 il cambiamento che il mondo e l’Europa stavano attraversando e testimonio quel suo convincimento partecipando alla prima assemblea del Parlamento tedesco riunificato nel 1990.

Ma ricordare Francesco Cossiga equivale anche a far capire ai giovani il suo messaggio innovativo e controcorrente che seppe interpretare in tutti i ruoli istituzionali che ha ricoperto. I suoi messaggi da ““Presidente picconatore” altro non erano che degli avvertimenti per un ruolo diverso che la politica doveva assumere dopo la stagione della cosiddetta “guerra fredda”. Sono certo che il suo insegnamento tornerà forte, come si conviene ai grandi dopo la loro morte. Abbiamo bisogno oggi più che mai di persone che parlino chiaro e svolgano tutti i ruoli istituzionali con senso di responsabilità e di trasparenza-