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ANPI: “Battersi contro l’autonomia differenziata. Un progetto che divide l’italia e certifica le diseguaglianze territoriali”.

ANPI-Autonomia-Differenziata

TERMOLI – Si è tenuto ieri, presso la sede dell’Università, un interessante e partecipato convegno sul tema L’Autonomia differenziata divide l’Italia“. L’iniziativa è stata promossa dall’ANPI di Termoli, insieme all’Associazione professionale Proteo Fare Sapere e alla CGIL Abruzzo Molise.

Ha presentato l’incontro Roberto Carluccio, vicepresidente dell’ANPI Termoli che ha delineato, partendo dai dati relativi all’Unità d’Italia, il percorso  che ha determinato l’arretramento degli indicatori macroeconomici del Mezzogiorno rispetto al Nord. Il disegno di legge sull’Autonomia differenziata, accentuerà le diseguaglianze territoriali. Coloro che sono favorevoli a tale progetto dovrebbero dire quali sono le ragioni a sostegno di tale tesi.

La relazione introduttiva è stata tenuta dal prof. Enzo Di Salvatore, docente di diritto costituzionale presso l’Università di Teramo, il quale ha richiamato il dibattito in Assemblea costituente a proposito del regionalismo. Dopo un intenso confronto e avendo chiaro che lo stato autoritario e totalitario regge le sue basi sull’accentramento dei poteri, la soluzione adottata fu quella di attribuire pochi poteri alle regioni in una cornice -quella dell’art. 5 della Costituzione e dei principi della solidarietà (art. 2) e dell’eguaglianza (art. 3)- che, nel riconoscere l’unitarietà dello stato,  introduceva l’autonomia e il decentramento amministrativo. La riforma del Titolo V, fatta nel 2001 (anche per rispondere alle spinte secessioniste della Lega) ha cambiato completamente questa impostazione e ha  determinato una confusione di ruoli e funzioni, sulla quale la Corte Costituzionale è dovuta intervenire più volte.

Ora il progetto di legge Calderoli, senza riconoscere che nei territori vanno garantiti dappertutto gli stessi livelli essenziali di prestazione (LEP), e ad invarianza di spesa, di fatto contribuirà ad accentuare le differenze e i divari  territoriali tra Nord e Sud, con uno spezzettamento di funzioni e attribuzioni che comprometterebbero l’unitarietà dello Stato. In questo modo esso perderebbe le attribuzioni fondamentati quali, ad esempio,  quelle relative alla politica economica e sociale (si pensi al caos che si è determinato nel periodo del COVID in seguito alle diverse prese di posizione delle singole regioni in materia di sanità).

Successivamente è intervenuto Sergio Sorella presidente di Proteo Abruzzo Molise, che ha rimarcato i  pericoli insiti in questo progetto. Ha ricordato le 23 materie sulle quali le regioni potrebbero avere una legislazione esclusiva, sottolineando i gravi rischi che ciò comporterebbe, ad esempio, per il sistema d’istruzione regionale. Come ricorda SVIMEZ le regioni del Mezzogiorno sono da decenni sotto finanziate in ambito scolastico. In  Molise c’è solo l’8% dei bambini e delle bambine che fanno il tempo pieno rispetto al 50% del centro Nord. In questo modo perdono un anno di scuola nei confronti dei loro coetanei. Nel Molise le scuole senza  mensa sono 80%, nel centro Nord il 46%. La spesa storica da decenni per studente nel Sud è di € 6.000, nel centro Nord è di € 6.400. La spesa per investimenti  per studente al Sud è di € 3 al centro Nord di € 51. Le palestre nel Sud sono la metà di quelle del Nord. Gli asili nido sono un terzo di quelli del Nord. Il progetto di autonomia differenziata, non mettendo nemmeno un euro per affrontare i tanti ritardi del Sud, determinerà la certificazione delle diseguaglianze territoriali, Con l’aggravante di avere programmi regionali, organici docenti e ATA regionali, contratti regionali, stipendi regionali. in questo modo il principio di eguaglianza previsto nella nostra Costituzione viene completamente disatteso.

È intervenuto dopo Daniele Capuano della segreteria CGIL Molise ricordando che anche Confindustria non condivide questo progetto, illustrando i rischi dell’autonomia differenziate nelle politiche per il lavoro che stanno diventando sempre più precarie e con pochi diritti.  Per questo bisogna rimettere al centro le politiche per un lavoro dignitoso, retribuito adeguatamente  e in sicurezza, considerata l’emergenza dei tanti morti sul lavoro.

Agli spunti offerti nel dibattito  ha risposto puntualmente il prof. Di Salvatore. L’incontro si è chiuso con l’intervento del presidente dell’ANPI Molise, Loreto Tizzani che ha sottolineato la necessità di avere come stella polare nell’azione quotidiana, i  principi fondamentali della nostra Costituzione, ha richiamato la necessità di una partecipazione democratica che si esprime attraverso l’approfondimento dei temi di stringente attualità ma anche con la partecipazione al voto, vista la continua disaffezione che si sta verificando.

Roberto Carluccio, nel ringraziare gli intervenuti ha ricordato l’appuntamento al parco comunale di Termoli, il 25 aprile dalle ore 11,00 alle ore 17,00 per la festa della Liberazione.

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