Tra le proposte di astore c’è anche lo spostamento delle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del Molise «proprio per consentire allo stesso – spiega – di adempiere alla modifica dello Statuto e ridurre il numero dei consiglieri regionali così come previsto dalla manovra». Per quanto riguarda invece la riduzione dei costi della politica e la trasparenza nell’uso del denaro pubblico, il senatore molisano propone tra i suoi emendamenti l’obbligo per i gruppi consiliari regionali di una rendicontazione completa dell’utilizzo delle risorse trasferite loro dalla Regione.
«Inoltre – afferma il senatore – un’altra norma che se approvata consentirebbe un notevole risparmio di risorse pubbliche, è la proibizione assoluta della formazione di gruppi consiliari regionali costituiti da un solo consigliere». «Un altro emendamento del tutto provocatorio ma che tende a coinvolgere anche altre piccole regioni riguarda la cancellazione delle province. Di fatto – commenta Astore – la manovra prevede la cancellazione solo delle Province del Molise (Isernia e Campobasso) poiché i parametri inseriti, vale a dire quelli di 300mila abitanti e 3mila chilometri quadrati in regioni di almeno 500mila abitanti descrivono soltanto il Molise ed escludono, di fatto, altre come ad esempio l’Umbria o la Basilicata. L’ennesima conferma di quanto sia iniqua questa manovra».