
Tuttavia va considerato che all’assise comunale monotematica sul tema sanità vi è stata una scarsissima partecipazione da parte dei cittadini, non ha partecipato nessun sindaco del circondario (nè è dato sapere se anche i consigli comunali dei paesi limitrofi intenderanno approvare l’odg Venittelli) e nessun consigliere regionale, neppure quelli del basso Molise, ennesima conferma di scarsa considerazione dell’amministrazione Notarangelo da parte dei rappresentanti regionali e di consolidato isolamento di Larino nel panorama regionale. Se dal punto di vista politico quindi l’amministrazione, con la delibera del consiglio comunale ha dimostrato di aver fatto un passo deciso verso la difesa della sanità pubblica, dei servizi sanitari nel basso Molise e perciò della struttura ospedaliera presente in città, l’adagiarsi ulteriormente nel desiderio e nella speranza di ottenere all’interno della riorganizzazione della rete del servizio sanitario regionale il riconoscimento del Vietri come presidio di base con la conservazione di alcune specialità, non appare confortante.
Seppure intorno a tale posizione è stata raggiunta un’unità d’intenti con l’opposizione ma anche da parte delle forze politiche e associazionistiche, non si è andati oltre. Non essendo nota una proposta alternativa da sottoporre al vaglio del commissario Frattura, qualora l’ospedale di Larino invece non dovesse essere riconsiderato come presidio di base e nell’arco di qualche mese venisse approvato il decreto Balduzzi, cosa ne sarà della struttura del Vietri? Sono questi ed altri gli interrogativi a cui, purtroppo, può fornire risposta esaustiva e certa soltanto chi oggi è assente e non ha alcun interesse a trattare il problema dell’ospedale di Larino, avendo già messo in conto che verrà cancellato. Oltre che al Presidente Frattura, la discussione dovrebbe essere sottoposta all’attenzione del consiglio regionale, tornare appunto nelle sedi competenti. E’ necessario che nell’assumersi la responsabilità di rendere il servizio sanitario regionale uno scola-soldi pubblici, per di più privato, i rappresentanti del territorio si esprimano anche su quale futuro intendono riservare ad una struttura sanitaria che finora ha garantito, in un modo o in un altro, assistenza ad un’ampia area del basso Molise, oltre quella del Cratere, e che è costata miliardi alle casse pubbliche.
L’utilizzo e la messa a profitto delle risorse e quindi anche delle strutture sanitarie sono temi inclusi nei 14 punti del regolamento Balduzzi! Per tali ragioni, secondo il Movimento LARINascita, non è proprio il momento delle marce funebri anzi, invece di pensare di organizzare fiaccolate di solidarietà che rischierebbero di risultare solo una brutta copia di quelle già svolte in altri luoghi, preso atto della drammaticità della situazione, è opportuno che l’amministrazione comunale in primis, i partiti, i comitati e le forze sociali si uniscano nell’organizzazione dell’attività di protesta, finora assente, che possa portare ad azioni eclatanti, manifestazioni e disordine a Campobasso presso la sede del consiglio regionale. Solo se i cittadini di Larino e del circondario faranno sentire forte la loro voce potrà aprirsi qualche possibilità concreta di riconsiderare la riorganizzazione sanitaria approntata che rischia di non garantire l’essenziale assistenza a circa 110.000 cittadini molisani.
Movimento LARINascita www.larinascita.eu