Dunque l’elezione potrebbe essere invalidata. E’ quanto sostengono oggi gli amministratori comunali di Termoli alcuni dei quali presenti ieri sera al Consiglio generale del Consorzio.
Il Sindaco di Termoli Antonio Di Brino, in primis, sottolinea questo aspetto e non si escludono, a questo punto, possibili colpi di scena nei prossimi giorni.
”Abbiamo tentato fino alla fine di chiedere la presidenza per Termoli, senza assumere posizioni di contrasto con gli altri sindaci, per cui ci siamo astenuti’ _ ha detto Antonio Di Brino _. I 9 voti di astensione sono superiori ai 7 che hanno sostenuto Mascio. La nostra richiesta della Presidenza la riteniamo legittima tuttora. Termoli deve uscire dall’isolamento a cui e’ stata relegata dalla precedente amministrazione comunale e questo passa attraverso un confronto sereno con gli altri quattro sindaci, che hanno preferito la continuita’ dell’Amministrazione Del Torto. Abbiamo assunto una posizione di attenzione, ci siamo astenuti sia io sia i sindaci di San Giacomo degli Schiavoni, Antonio Galasso, di Petacciato, Gabriele La Palombara, l’Ersam, la Camera di Commercio e l’Azienda di Soggiorno e Turismo”.
Subito dopo la sua proclamazione a presidente, Mascio si e’ dimesso da componente del Comitato direttivo del Cosib. Tale gesto potrebbe avere delle ripercussioni non da poco. Lo sottolinea lo stesso Di Brino.
‘‘Se la votazione dovesse essere dichiarata nulla, come presumo, lui non potra’ neanche riconvocare l’assemblea. Spero che la prossima volta si faccia una riflessione piu’ seria sul ruolo di Termoli nel Cosib”. Mascio ha riconvocato il Consiglio generale per mercoledi’ prossimo, ma, in attesa del chiarimento sulla legittimita’ o meno di tale votazione, anche la nuova seduta potrebbe non essere valida. ”Fino a oggi abbiamo assunto un atteggiamento morbido _ ha concluso Di Brino _, ma a tutto c’e’ un limite naturalmente”.
“La richiesta dell’Amministrazione comunale di Termoli di avere riconosciuta la presidenza _ ha proseguito Montano _, non può rappresentare una questione di campanile ma è un problema politico che abbiamo posto ai sindaci del territorio e che abbiamo posto anche a chi manovra dietro le quinte.
C’è bisogno di un cambio radicale nella gestione delle Politiche industriali e nell’offerta dei servizi alle imprese che il Consorzio offre e questo è il motivo per cui il presidente deve avere uno strettissimo raccordo con la nuova amministrazione comunale di Termoli, fermo restando la doverosa collaborazione con gli altri comuni. Ricordiamo, però, a tutti che il Cosib per oltre il 90 per cento è territorio comunale di Termoli e questo non può e non deve essere ignorato”.