Non è debolezza o incapacità di gestire una propria autonomia decisionale come lo stesso ha tentato di far apparire, ma è semplicemente l’atteggiamento di uomini e donne di partito, di un partito vero, che, in quanto tale, apprezza quale propria esigenza quella di percorrere una direttrice unitaria, condivisa e programmata con i propri vertici nazionali. Almeno noi, da questo punto di vista, sia a livello locale che nazionale non abbiamo certo problemi di identità o di condivisione progettuale a differenza del PDL che a tutt’oggi si manifesta e appare con scarsi punti di riferimento e non certo con una propria identità condivisa, tale da rendere necessario l’invio da Roma di un “pacificatore”.
L’UDC è e resta un partito, autonomo e con la caratura di una voce libera e aperta al confronto, che non è costretta a subire patologie infette di personalismi e autarchie distruttive. Ci si deve augurare che faide interne al PDL e falsi profeti, non rendano impossibile un comune percorso, altrimenti, senza una loro efficace opera di bonifica interna, ci si vedrebbe costretti a ricorrere a qualche supplemento di riflessione.
IL SEGRETARIO PROVINCIALE UDC Dr. Costanzo PINTI