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Al centro pastorale “Ecclesia Mater” il racconto diretto del deputato unisce la ricerca della pace alle denunce sulle violazioni del diritto internazionale.

TERMOLI – Si è svolto nella mattinata di sabato 2 maggio 2026, presso il centro pastorale “Ecclesia Mater” di Termoli, un momento di riflessione politico-culturale. Protagonista dell’evento è stato l’onorevole Arturo Scotto, autore del volume “FLOTILLA in viaggio per Gaza. Diario di bordo per una nuova rotta”. Attraverso un dibattito serrato, il libro ha portato la platea nel cuore di una drammatica emergenza internazionale, sollevando interrogativi profondi sul rispetto del diritto del mare e sulla tenuta della dignità europea.

Ad aprire i lavori è stato Vittorino Facciolla, Presidente del PD Molise, che ha denunciato la passività delle istituzioni sovranazionali: «Di fronte a comportamenti di estrema ostilità di Israele che viola le regole internazionali, siamo preoccupati non tanto e non solo per quelli, ma per l’assenza di una risposta adeguata che sembra conformarsi a un’idea quasi di rassegnazione». Ha poi aggiunto: «Dobbiamo alzare il livello della protesta perché non è più possibile, non è assolutamente immaginabile che non si consenta di far giungere degli aiuti umanitari a una popolazione devastata».

L’evento ha registrato la partecipazione attiva dei giovani democratici. Michela Cerbaso ha sottolineato l’importanza della mobilitazione: «Stare nelle istituzioni significa saper fare anche questo: mettere il proprio corpo e la propria vita a difesa e a tutela di chi in quel momento sta subendo un genocidio e un’occupazione militare». Ha poi ricordato come la sua generazione non abbia mai «avuto paura di dirlo anche nelle piazze».

A rimarcare la matrice legale e il valore politico della missione umanitaria è intervenuto Ovidio Bontempo, Segretario Regionale del PD Molise«Questa missione l’ha fatta all’interno del diritto internazionale. È stata chiesta ai parlamentari una protezione alla flottiglia, a quelle 40 barchette che eroicamente si sono avviate. […] È stato un innesco che è riuscito a portare una mobilitazione straordinaria».

A guidare il dibattito è stata Francesca D’Anversa, che ha posto all’autore la questione centrale del suo impegno diretto: «Cosa ti ha spinto a dire “Ok, partecipo”, perché non tutti lo avrebbero fatto, e come hai scelto di mettere la tua esperienza nero su bianco, non risparmiandoti nel libro?».

La replica di Arturo Scotto ha delineato un quadro netto del doppio standard europeo, ricordando i giorni precedenti alla partenza della missione: «Il contesto non era troppo dissimile da quello di oggi. […] Avevamo 21 pacchetti di sanzioni nei confronti di Putin, che penso più che giusti e legittimi, ma zero nei confronti del governo Netanyahu».

Scotto ha poi raccontato il retroscena del suo coinvolgimento da parte di Music for Peace, che in pochi giorni aveva raccolto oltre 300 tonnellate di aiuti umanitari: «Mi dicono: “Abbiamo bisogno del tuo passaporto, di una scorta democratica che aiuti in qualche modo la flottiglia a tenere i riflettori accesi e, in caso di intercettazione, ad avere un surplus di protezione”».

In chiusura, il deputato si è ricollegato alla cronaca delle ultime ore: «È successo qualcosa di inaudito. […] Non era mai accaduto che a 1.000 km da Gaza, in acque del Mediterraneo, una nave militare potesse intercettare 22 barche, sequestrare 175 attivisti e direzionare quella fregata verso Israele».

L’iniziativa ha ricordato ai presenti che la lotta per i diritti universali è un impegno in cui la ricerca della pace e la giustizia sociale si intrecciano in un unico impegno civile per la tutela della dignità umana.