GentediMareTermoliTERMOLI – Come già anticipato, anche l’associazione GENTE DI MARE convoca una conferenza stampa per dire la sua sulle rocambolesche e amareggianti vicende del Termoli Calcio 1920. Presso i locali di un bar del centro di Termoli, tutto il direttivo ha lanciato il proprio “j’accuse” contro i vertici della squadra giallorossa. Presenti tra il pubblico diversi ex dirigenti e molti simpatizzanti della compagine termolese.

Il presidente Alessandro Petriella ci va giù duro su tutta la vicenda e punta il dito contro l’oligarchia che oggi gestisce la squadra cittadina e ne impedisce ogni prospettiva e ogni sviluppo in positivo. Ritrovarsi in Eccellenza, dopo aver con tanto sacrificio guadagnato la salvezza nello scorso campionato è un boccone troppo amaro, che non si riesce ad ingoiare.

Questo, peraltro, dopo aver fatto fuggire, con temporeggiamenti e richieste assurde, alcune cordate imprenditoriali che avevano espresso reale interesse per far permanere la squadra giallorossa nella serie Dilettanti. Peraltro, l’attuale direttivo aveva già iscritto la squadra dal 20 luglio al campionato d’Eccellenza (come si evince da una nota del L.N.D. – C.R. Molise) e dunque mentre erano in corso le trattative e i tifosi erano in trepidante attesa dell’iscrizione in D, questi avevano già tre giorni prima della scadenza dei termini, deciso cinicamente la retrocessione.

Nel dossier diffuso pubblicamente dall’associazione, in conferenza stampa, si parla chiaramente di una gestione del Termoli condotta con spirito personalistico e privatistico che prefigura una società interessata solo ad incassare il contributo regionale e la fidejussione rimasta in Lega. Cosa che non sarebbe stata possibile in caso di fallimento della società e di qui l’iscrizione in una serie minore.

L’associazione adesso chiede: quei soldi verranno impiegati per coprire la cospicua situazione debitoria e le spettanze dei calciatori della scorsa stagione oppure qualcuno vuole garantirsi una rendita? A questo punto, anche l’associazione provocatoriamente si attiva per “battere cassa” e per richiedere indietro la somma versata, poiché questa era stata stanziata in previsione della permanenza in serie D e non della forzosa retrocessione in Eccellenza.

Su due punti il presidente dell’associazione GENTE DI MARE è stato netto è chiaro: nessun rapporto di collaborazione con questa società -che ad oggi non si comprende bene neppure da chi è composta e quale organigramma abbia!-  e un netto NO alla realizzazione della Cittadella dello sport“: famigerato progetto in fieri,  che rischierebbe di far scivolare la bellissima area “fronte mare” dello Stadio Gino Cannarsa nelle mani degli speculatori edilizi per ulteriori cementificazioni di luoghi ameni di Termoli. In effetti, sostiene il Petriella,  se il massimo a cui possiamo ambire è quello di avere una squadra in Eccellenza, una struttura del genere presso la zona del Sinarca è del tutto inutile e ridondante (oltreché lontana!). Lo stadio Cannarsa con piccoli interventi e migliorie, basta e avanza per i nostri bisogni.

Una ulteriore elemento di riflessione è sull’ingombrante assenza dell’amministrazione comunale, da cui, precisa l’associazione, non ci si aspettava certamente investimenti pubblici ma almeno che richiamasse all’ordine questi dirigenti e ridare una garanzia di serietà al titolo, soprattutto dopo aver fatto ridere mezza Italia e perso ogni credibilità con l’avvento di Francesco Maria Calarco. Il Sindaco (che ha tenuto nelle sue mani la delega dello sport) si è mantenuto solo un freddo burocrate, incapace di calarsi nel lato sociale della vicenda. Occorrerebbe invece aprire una riflessione profonda, sociale e politica, sulla difficile condizione di tutte le attività sportive a Termoli, ovviamente non parliamo solo del calcio.

In conclusione, l’associazione ha smentito il formale ingresso nella società Cliternina, con i quali è stato avviato un proficuo rapporto, ma che forse avrebbe avuto senso nel caso di una non iscrizione a nessun campionato o di un fallimento dell’ASD Termoli 1920. Tuttavia, l’uditorio della conferenza non pareva scartare a piè pari questa ipotesi “alternativa”, tant’è che il presidente dell’associazione si è affrettato ad aggiungere che il 31 luglio p.v. ci sarà l’assemblea dei soci e su questo argomento potrebbe anche decidersi diversamente e valutare nuove strade. La verità è che proprio per gli antefatti e le premesse su cui si è basata tutta la conferenza, non c’è alcuna fiducia nelle evoluzioni della attuale società in eccellenza, soprattutto permanendo la medesima gestione, avventurosa e confusionaria, che ha portato la squadra al punto in cui siamo: alla retrocessione e in un cul de sac!
Sentire ancora frasi quali: “devono giocare i giovani, bisogna ripartire dai giovani…” queste suonano ormai poco credibili e non promettono niente di buono, maggiormente se si considera il fatto che il Termoli Calcio non è mai riuscito a costituire un proprio settore giovanile (e proprio per responsabilità degli attuali dirigenti!) e la squadra della città non può certo stare a rimorchio di scuole calcio private o parrocchiali. Dunque, se queste sono le premesse, c’è da farsi poche illusioni anche per il prossimo campionato in Eccellenza.

Mantenere una “exit strategy” come qualcuno ventilava in conferenza, non è forse un idea sbagliata, può essere un modo per ricostruire qualcosa di nuovo e con nuova linfa, senza le ingerenze di “burattini e burattinai” del passato.