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Video intervista e galleria fotografica

Giovanni Moro nonProfit
a sinistra Giovanni Moro (galleria fotografica)

TERMOLI – «Il Non profit non esiste. Dietro questa parola si nasconde di tutto: dai ristoranti alle palestre, dalle cliniche alle polisportive con tutto ciò che ne consegue in termini di dubbia utilità sociale, possibili arricchimenti personali, rapporti di lavoro insani, concorrenza sleale e molto altro».

Lo ha denunciato oggi pomeriggio a Termoli, lo scrittore e docente universitario, Giovanni Moro, autore del libro “Contro il Non Profit” che apre uno spaccato sull’attuale realtà legata all’associazionismo, al volontariato “popolato” di una miriade di organismi che con il reale interesse pubblico ha poco a che fare.

In effetti il titolo del libro riflette questo – continua Moro -:contro il non profit, ovvero come una teoria riduttiva produce informazioni confuse, inganna l’opinione pubblica e favorisce comportamenti discutibili a danno di quelli da premiare”. C’è un po tutto in questo titolo con sottotitolo. Quello che ho voluto fare, non è un saggio di tipo accademico, ma un libro che sostiene una tesi, non un libro di denuncia ma è una riflessione, non è un inchiesta perché non c’è nessuna scoperta, tutto il materiale che è stato usato è pubblico, non c’è nessun segreto che viene svelato, chiunque usando lo stesso materiale potrebbe arrivare alle stesse conclusioni”.

Moro nel corso della conferenza, organizzata da Cittadinanzattiva Molise, ha messo all’indice il mondo del “non profit” che a suo dire: “non esiste. È un’etichetta per mettere assieme delle cose diverse tra loro tra cui anche le slot-machine negli oratori, il tennis club Roma dei Parioli di Roma con i campi da golf di un’altra città. È un business selvaggio ed i controlli non risolvono il problema“.

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1 commento

  1. Finanziamenti indiretti e non Profit
    Un motivo in più per chiedere A VOCE ALTA alla Regione Molise di iniziare a finanziare la Legge Regionale N° 18 DEL 2010 sulla Vita Indipendente, Infatti essa prevede il finanziamento indiretto dell’assistenza, finanziando direttamente la persona con disabilità che deve regolarmente documentare la spesa, bypassando così una buona parte delle Organizzazioni del Non Profit che lucrano sull’assistenza delle persone con disabilità grave e gravissima. Resta inteso chè attivare la forma indiretta deve essere sempre una libera scelta dell’individuo e della famiglia, quindi ci saranno sempre delle Organizzazioni che forniranno assistenza per coloro che non vorranno o che non potranno attivare questa forma di finanziamento, ma dovranno essere Organizzazioni sane e non legate al profitto perchè è ignobile fare busness sul dolore, sulla salute e sul bisogno delle persone in difficoltà. La civiltà si misura da questo.