
Gli immigrati, gli anziani, chi ha perso il lavoro o chi studia, se ha un problema nei confronti della Pubblica Amministrazione, degli Enti Locali, dell’INPS o dell’INAIL, può recarsi presso un qualsiasi sportello di ogni Ente di patronato e chiedere di essere aiutato a predisporre un’istanza, avanzare una richiesta di chiarimenti o presentare un ricorso amministrativo per una domanda non accolta di indennità di disoccupazione, mobilità, assegni familiari, pensione o rendita per infortunio o per i superstiti dell’INAIL.
Il Patronato è tenuto ad accogliere e assistere gratuitamente ogni persona senza alcuna distinzione mettendo a disposizione anche un servizio medico-legale per i ricorsi di invalidità, per il riconoscimento delle malattie professionali o per assegni di inabilità al lavoro.
Quindi è evidente la funzione di pubblica utilità degli Enti di Patronato specie in una regione come la nostra dove la presenza di uno sportello comunale agevola i cittadini ad accedere con immediatezza ad un servizio essenziale di tutela, informazione ed assistenza sociale, senza essere obbligati a iscriversi a sindacati o associazioni e senza dover pagare nulla per la prestazione ottenuta. Per questa motivazione, in attuazione di una legge regionale, è stato adottato un provvedimento che sostiene l’attività degli Enti di Patronato sul nostro territorio e si coglie l’occasione per ribadirne il ruolo insostituibile di carattere sociale esprimendo preoccupazione e non condivisione per il taglio al Fondo Nazionale.
Michele Petraroia