Nata in Francia nel 1972, Mina Agossi ha studiato prima teatro in giro per il mondo, poi tornata in patria viene spinta a cantare quasi per caso. Il suo stile “voce, basso e batteria” la rende ruvida e diretta, fatta di emozioni senza mediazione. Infatti la sua è una pura pulsazione emotiva che non la porta a sottrarsi alle prove delle più note jazz songs, alle quali sa applicare i più inaspettati travestimenti. In realtà la sua musica è a metà fra il jazz e le eccitanti composizioni dei nostri giorni che sfugge alle etichette ma che possiamo chiamare tranquillamente rock.
La serata del Festival è iniziata con un appello del direttore artistico Antonio Ardese, il quale ha ripreso il pubblico termolese, che numeroso ha affollato il borgo antico in queste due giornate, invitandolo a essere più composto e silenzioso durante le interpretazioni degli artisti. Inoltre ha elogiato la Agossi, quale cantante capace di affinare sempre più nel tempo la sua voce e musica.
Il concerto è stato uno spettacolo vero e proprio. La Agossi ha giocato con leggerezza con il pubblico, ottenendo un effetto vagamente ipnotico, difficile da dimenticare. Ha riproposto il suo repertorio fatto di brani originali con cover che subiscono un trattamento molto personale e diventano veicoli per far risuonare le corde profonde che stanno dentro l’anima. Il suo trio stupisce per energia e talento, ha una vitlità che coinvolge il pubblico facendolo divertire.
La serata alle ore 24:00 si è spostata nel porto turistico con la Night Jam- Fondazione Siena Jazz. Anche qui artisti di qualità hanno intrattenuto il ristretto pubblico termolese con musica di valore in un atmosfera resa ancora più soft e gradevole dallo sfondo del porto con le barche attraccate al molo. La Jam ci sarà anche per le restanti tre serate e di sicuro sarà un evento da non perdere assolutamente.