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MONTENERO DI BISACCIA _ La IV sezione del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale ha rigettato l’appello proposto dal Comune di Montenero di Bisaccia contro l’ordinanza n.23/2010, con cui il TAR Molise aveva sospeso gli atti del Comune di Montenero di Bisaccia relativi alla localizzazione di un intervento di edilizia agevolata e convenzionata in territorio dello stesso Comune. Il TAR Molise, su ricorso della Provincia di Campobasso e di altri ricorrenti, aveva infatti ritenuto l’illegittimità degli atti comunali, in quanto la zona in questione ha una destinazione del tutto incompatibile con l’intervento proposto.
Contro tale decisione il Comune aveva promosso l’appello in questione, contro cui ha resistito la Provincia di Campobasso insieme agli altri soggetti costituitisi. Il Consiglio di Stato, dando ragione al nostro Ente, ha invece espressamente stabilito che: “avuto riguardo agli elementi che caratterizzano in diritto l’appello, non sussistono ragioni per la riforma della ordinanza appellata” (ordinanza n. 1102/2010 del Consiglio di Stato). La decisione dei giudici di Palazzo Spada porta ulteriore conferma alla denunciata illegittimità degli atti del Comune di Montenero di Bisaccia.

A tale riguardo, il Presidente della Provincia, Nicola D’Ascanio, dichiara: “Esprimo grande soddisfazione per il confermato pronunciamento di illegittimità, dichiarato per la seconda volta consecutiva dal massimo organo della giustizia amministrativa, che respinge un tentativo di aggressione e di manomissione del territorio. Si è così ristabilito il rispetto delle regole urbanistiche violate, in modo da consentire di poter progettare uno sviluppo turistico ed economico sostenibile che sia utile a tutta la Comunità di Montenero e del Basso Molise e non alla rendita immobiliare di soggetti che speculano sul bene comune per interessi personali disegnando in tal modo un futuro a tinte fosche. Questo risultato è anche il frutto di un’azione sinergica con altri ricorrenti, che rappresentano unicamente interessi legittimi e generali, ai quali va il riconoscimento dell’intera Amministrazione provinciale”.