Ma in effetti quel silenzio tombale che abbiamo dovuto riscontrare nei mezzi informativi per quanto concerne l’evento musicale ideato da Lucio Dalla, non può essere imputato esclusivamente all’etichetta “no patrol”, propria dello spettacolo in questione.
Se è vero che lo spettacolo si è configurato come dono ai tremitesi per aiutarli nella lotta contro le concessioni petrolifere, bisogna pure ammettere che molti quotidiani prestigiosi, come pure numerosi programmi televisivi, hanno dimostrato serio impegno analogamente motivato nell’avversare la minaccia delle trivelle.
Una comparsa di peso notevole (sia pure provinciale) che ho notato a San Domino ancora nella mattinata del giorno programmato per la manifestazione, è stata quella dei due inviati dalla redazione foggiana del Corriere del Mezzogiorno, la giornalista Michela Ventrella e il fotografo Franco Cautillo. Quest’ultimo ha potuto realizzare, proprio a casa di Lucio Dalla, un video-intervista con il cantante medesimo.
Ma torniamo al silenzio quasi totale dei media nazionali più importanti. Da parte mia sarei portato a ritenere che determinati atteggiamenti dell’artista bolognese potrebbero avere alimentato serie perplessità negli osservatori più attenti. Sono in parecchi, ad esempio, a non capire perché, in occasione del “no patrol day” il 7 maggio a Termoli, il “superverde” Lucio non volesse sfruttare l’opportunità ghiotta di condividere con tanti amici tremitesi a bordo del mezzo pubblico la traversata da San Domino al porto molisano. Al contrario, egli preferì muoversi – a bordo di un veloce gommone privato sbuffante petrolio – dalla costa direttamente antistante la propria villa e attraversare 24 miglia marine, ben scortato da una vedetta dellla Guardia costiera, per approdare alfine con tre uomini d’equipaggio nel porto termolese, acclamato dalla folla quasi come un capo di stato.
Tutto sarebbe lecito argomentare in proposito, ma non certo che la suddetta esibizione potesse qualificarsi come ispirata da profondo istinto umano di schietta impronta ambientalista.
Per nulla rassegnato all’indifferenza dei media per l’evento musicale di ieri sera alle Isole Tremiti, mi sono affannato ad analizzare i principali programmi d’informazione televisiva. Risultato nullo, per quanto attiene a Lucio & Friends. Ho appreso invece che Vasco Rossi questa sera (1 luglio) ricompare allo stadio Olimpico di Roma, per quello che si è già confermato un concerto da tutto esaurito. Meno male che si era dimesso da rockstar: aveva ragione Lucio a dichiararsi pubblicamente, con una chiara punta polemica, “non preoccupatissimo” per il collega concittadino. Ma non è tutto, perché Il “sold out” registrato in poche ore dalla prima uscita di stasera del Blasco, ha incentivato gli organizzatori a programmare in fretta e furia una seconda data, sempre all’Olimpico di Roma. Così Vasco Rossi concederà il bis ai suoi fan già domani sera, 2 luglio.
Nel suddetto panorama informativo (incurante della serata alle Isole Tremiti) Spicca a chiare lettere l’odierno spettacolo “La notte rosa“, che si svolge lungo i 110 chilometri di costa che va dai lidi ferraresi a Cattolica. In tale contesto, il cartellone della serata inaugurale riguarda proprio Francesco De Gregori: ecco perché non è venuto alle Isole Tremiti, come l’amico Lucio aveva preannunciato all’inizio. Il suo concerto è uno degli eventi di maggiore spicco, questa sera (venerdì ore 22) a Rimini, proprio di fronte allo storico Grand Hotel felliniano.
Subito dopo De Gregori, ci sarà il grandioso spettacolo dei fuochi artificiali che tingeranno di rosa in simultanea tutte le località costiere comprese nel suddetto panorama. Ma poi, trenta minuti dopo la mezzanotte, a fare scintille sarà la voce di Noemi, sempre a Rimini in piazzale Fellini.
Con tutta l’immensità dell’ammirazione che merita Lucio Dalla unitamente alle illustrissime figure di Renato Zero, Gigi D’Alessio, Irene Fargo e Marco Alemanno, vorrei riportare – pur nella gratitudine dovuta – due osservazioni che ho potuto raccogliere qua e là: “programma striminzito” (nell’ampiezza, non nella qualità), “organizzazione lacunosa”.
Prendetele per quello che sono, semplici opinioni forse anche parzialmente condivisibili, sulle quali tuttavia ciascuno ha libera facoltà di giudizio.
Da parte mia osserverei che sette settimane potrebbero essere risultate insufficienti al fine di creare un evento di enorme spicco nel panorama nazionale, tale da rimanere memorabile.
Ciò che purtroppo non è stato, se consideriamo che mentre Vasco Rossi ha esaurito l’imponente capienza massima dell’Olimpico, Lucio Dalla ha riempito a mala pena la piazzetta di San Domino, deliziosa ma piccina assai.