Di Felice organizzò lo sciopero della fame e raccolse 6.400 firme inviate al Presidente della Repubblica con la richiesta di far restare aperto il reparto di cardiologia ed emodinamica al San Timoteo, punto di riferimento per l’intero basso Molise. In caso contrario il malato di cuore davanti ad un malore è a rischio decesso per l’impossibilità di cure.
Ieri mattina Di Felice, nel corso di una conferenza stampa nell’auditorium del San Timoteo, ha sottolineato l’importanza di tale giornata di controlli per poter prima di tutto informare la cittadinanza sui rischi dell’infarto ma anche invitare i malati e non a sottoporsi ad accertamenti periodici.
Il 15 dicembre, invece, è previsto un confronto pubblico tra esperti sulle patologie cardiologiche. “L’infarto non avvisa – ha detto il Presidente dell’associazione -, non aspetta, non rispetta il giorno in cui sei nato, ti toglie tutto e subito. Per combatterlo bisogna essere attenti e scrupolosi”.
Il presidente dell’associazione Cardiopatici, nel corso del suo lungo intervento, ha ricordato la querela presentata in Procura a Larino contro il Piano sanitario redatto dall’allora commissario Filippo Basso che ha accusato di conflitto di interesse per la sua lunga docenza presso la Fondazione Cattolica, terminata un anno prima del suo arrivo in Molise.