
Difatti, continua Leva, la notizia che tra le misure inserite nella manovra approvata dal Consiglio dei ministri vi è anche la soppressione della provincia di Isernia è arrivata come una doccia fredda. Oggi la Provincia di Isernia, domani le scuole, ieri la Banca d’Italia, l’Enel, le Poste … sembra la liquidazione lenta, ma inesorabile di un territorio e delle sue possibilità di sopravvivenza. Sono queste le conseguenze di una riforma federalista-nordista che aggredisce le regioni piccole e scarica sul mezzogiorno e sui territori svantaggiati l’ idea di Berlusconi e della Lega di un’Italia divisa in due caratterizzata da un Nord ricco e prosperoso e un Sud povero, arretrato e miserabile. Di fronte a una situazione eccezionale c’è bisogno, però, di un cambiamento, di una svolta seria.
Ma fino ad ora non se n’è vista traccia. Le classi dirigenti del Molise hanno il dovere e la responsabilità di pensare ad un riassetto istituzionale complessivo capace di evitare che a fronte a tagli di questo natura a pagare siano sempre e solo i cittadini in termini di diritti e di servizi essenziali. Per la nostra Regione la favola è finita. Pertanto non è sufficiente il piagnisteo di questo governo regionale che chiede soltanto maggiori risorse e a cui manca, oggi, la necessaria autorevolezza e credibilità per difendere l’autonomia e l’identità di questo territorio. Nell’attuale consiliatura abbiamo perso quattro anni di tempo per aggredire le sacche degli sprechi, per affrontare in modo strutturale le riforme . Abbiamo chiesto a Iorio di cambiare le politiche fiscali, gli incentivi agli investimenti, di riformare la pubblica amministrazione e la politica, al fine di destinare le poche risorse disponibili al lavoro alla crescita e all’innovazione. Tutto questo non è avvenuto, perché all’idea di futuro si è preferito il consenso e alla lungimiranza, la miopia.
Il Segretario regionale Danilo Leva