
“Con le dimissioni di D’Ascanio – ha continuato Lommano – è chiaro che da parte del suo ex partito inizierà di nuovo la corte a Peppino Astore soprattutto dopo il suo successo elettorale di Termoli e, non è detto, che il senatore fortorino pur di candidarsi presidente della giunta regionale del Molise non accetti di ricontrarre matrimonio con chi aveva divorziato. Ingoiato e digerito D’Ascanio dopo averlo finalmente polverizzato dal panorama politico di Montenero di Bisaccia e molisano toccherà poi inghiottire anche il suo ex amico Pierpaolo Nagni. Alla luce di queste vicissitudini noi della Lega Sannita presenteremo una lista che contribuisca, finalmente, a porre fine ad un sistema perpetrate tarantelle che non aiutano a crescere un popolo che quando prima si ribellerà”.
Francesco D’Amico