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LARINO _ Il Movimento politico-culturale apartitico LARINascita ritiene che la conferenza pubblica organizzata dall’amministrazione comunale di Larino e la società Enerbio, svoltasi martedì sera, sia stata una vera e propria messa in scena volta a legittimare le decisioni prese più di un anno fa e inspiegabilmente tenute all’oscuro fino ad oggi. Il caso ha voluto che a pochi giorni dall’incontro ci sia stata una sentenza della Corte Costituzionale che ha “annullato” la norma regionale che autorizzava i comuni a rilasciare le concessioni edilizie alle imprese di produzione di energia da fonti rinnovabili per impianti di potenza fino a 1 MW, annullando automaticamente anche la concessione alla Enerbio per l’insediamento nelle Piane di Larino.

Il disposto della Corte Costituzionale è stato sollecitato dal ricorso del Presidente del Consiglio dei Ministri, il quale ha sollevato la presunta illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, della legge regionale n. 22 del 7 agosto 2009, (Nuova disciplina degli insediamenti degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nel territorio della Regione Molise), per violazione dell’art. 117, terzo comma, nonché degli artt. 3 e 97 della Costituzione. Nei giorni scorsi, inoltre, la questione energie rinnovabili in Molise ha raggiunto anche gli onori della stampa nazionale, tanto è vero che in un inserto de Il Sole 24 ore, Edilizia e Territorio, viene evidenziato come la Regione Molise negli ultimi dieci anni abbia subito un considerevole aumentato di investimenti nelle energie alternative, posizionandosi al quarto posto tra le regioni italiane per produzione e consumo di energia elettrica coperta da fonti rinnovabili, con una percentuale del 26,4% (nel 2001 era pari al 14,8%) a fronte di un target nazionale fissato al 22 per cento. Solo negli ultimi tre anni, infatti, grazie alla affrettata legge regionale n.22 del 7 agosto 2009, sono stati autorizzati per il fotovoltaico addirittura 112.140 moduli, per una potenza di 283 MW, e 419 pali eolici per 621,4 MW. Per le biomasse sono stati autorizzati circa 15 MW e circa 75 MW da oli vegetali. Il territorio che sta avendo una forte espansione delle energie rinnovabili è guarda caso il basso Molise e in particolare la zona delle piane di Larino, dove l’Enel, tra l’altro, ha realizzato negli anni 90 (giunta Giardino) uno snodo dell’energia per il Centro-Sud oltre che una centrale Turbogas.

L’intenzione sembra, quindi, quella di creare un vero e proprio distretto energetico. Almeno a giudicare dalle domande che le varie multinazionali o società locali (anche costituite ad hoc) che operano nel ramo delle rinnovabili presentano ai comuni dell’area. Solo presso il Consorzio di bonifica larinese, del quale fanno parte 11 comuni, oggi “giacciono” negli uffici tecnici interessati sei richieste per parchi eolici, mediamente di 10 pali e intorno ai 30 MW di potenza in produzione, e circa 40 richieste per campi fotovoltaici pari o al di sotto di 1 MW. Non è un caso, visto che per questa potenza non servivano autorizzazioni di impatto ambientale o di altro genere, ma il rilascio delle autorizzazioni che appunto prima dell’ultima sentenza della Corte Costituzionale era delegato alle amministrazioni locali. Alla luce di quanto detto il Movimento LARINascita vuole ribadire la propria posizione, di principio favorevole all’utilizzo delle energie rinnovabili ma solo se mirate a soddisfare le reali esigenze energetiche del territorio e non come facile strumento per interessi economici di imprenditori e singoli proprietari terrieri.

Riteniamo che la questione energetica, essendo d’interesse collettivo, meriterebbe un dibattito di più ampio respiro tra le istituzioni, le forze politiche e tutta l’opinione pubblica molisana, necessario innanzitutto per spiegare quali sono attualmente le vere ragioni che spingono verso l’investimento del territorio per la produzione di energia. Come abbiamo già avuto modo di esprimere pubblicamente, sosteniamo che il semplice cittadino non conosca nella giusta maniera la delicatezza degli interessi che l’amministrazione comunale sta trattando e sui quali opera scelte che potrebbero seriamente segnare il futuro della comunità larinese. Se l’amministrazione comunale non si farà carico di elaborare il famoso Piano Regolatore Generale, così come promesso a gran voce in campagna elettorale, si correrà il rischio di vedere Larino, nell’arco di pochi anni, invasata di tecnologici impianti e parchi fotovoltaici o eolici a corredo del distretto energetico. La domanda sorge spontanea: ne abbiamo davvero bisogno? Quali sono i vantaggi per il cittadino? Ma soprattutto qual è l’idea di sviluppo sulla quale l’amministrazione Giardino sta basando il futuro di Larino?

Il Movimento LARINascita auspica che si apra il dibattito tra le forze politiche affinchè si contrastino azzardate scelte che riguardano il futuro della comunità e rimarrà vigile ed impegnato su tale questione e nella difesa del bene comune valutando la possibilità di promuovere un Referendum Consultivo cittadino, previsto dallo Statuto Comunale su questioni interessanti la generalita’ della collettivita’ cittadina, aventi notevole rilievo e alto contenuto di conseguenze operative.

Movimento politico-culturale apartitico LARINascita

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