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da sinistra l’Ambasciatore a Dacca Mario Palma e il Sindaco Travaglini

MONTENERO – “La strategia dell’Isis non riuscirà ad avere il sopravvento. Destinata nel tempo a non durare”. Commenta così l’ambasciatore italiano a Dacca, Mario Palma, premiato ieri sera a Montenero di Bisaccia nell’ambito di una serata dedicata ai monteneresi illustri nel mondo. “Gli stessi atti si rivolteranno contro di loro – ha proseguito l’ambasciatore -. L’uccisione del sacerdote in Francia è un crimine efferato per gli stessi musulmani perché atti compiuti contro il Ministro di una religione monoteista. C’è un rispetto profondo degli islamici nei confronti di un Ministro di una religione monoteista. E’ stato un grave errore. Come ha detto Papa Francesco non è una guerra di religione”.

Mario Palma torna ogni estate a Montenero di Bisaccia, suo centro di origine, per ritrovare la sua famiglia, il particolare il suo unico fratello: Giovanni, padre dominicano e missionario in Pakistan per 25 anni. “Giovanni ha una conoscenza approfondita dell’Islam. La mia conoscenza di questo mondo la devo in gran parte a lui”. Tornare a Montenero – ha concluso – è un appuntamento che non perdo mai”.

“Ero pronto ad affrontare possibili attacchi terroristici. Il nostro lavoro è anche questo. Nel ’95 sono stato vice capo vicario all’unità di crisi a Roma. Quella è stata un’esperienza che mi è servita tantissimo”. Parla così l’ambasciatore Mario Palma che a Montenero Di Bisaccia, suo paese natale, ha ricevuto il premio come montenerese illustre nel mondo, nel corso di una manifestazione organizzata dall’avvocato Teresio Di Pietro. A consegnarli il premio, una piccola statua in bronzo realizzata a mano dalla Fonderia Marinelli di Agnone in soli 15 esemplari, il presidente della Regione Paolo Frattura.

“Quello vissuto a Dacca è stato il momento più difficile della mia attività – ha spiegato Mario Palma -. Conoscevo personalmente alcune vittime e questo mi ha pesato ancora di più. La minaccia era reale, si temeva un altro attacco. Sono rimasto in ambasciata per seguire l’evoluzione della situazione e per poter stare accanto ai miei collaboratori in quei giorni difficili.

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